Atto Penale 2019: Tutto quello che devi sapere all’esame

L’atto giudiziario è l’ultima prova in ordine cronologico che devi affrontare durante l’esame di stato.

Sarai stanco dopo le due prove precedenti, sia a livello fisico che mentale.

Avrai sicuramente bisogno di uno schema ben preciso per rendere al meglio con le poche energie rimaste.

L’atto di diritto penale viene scelto spesso anche dai non penalisti.

Questo perché le tipologie sono più o meno le stesse e non presentano grandi formalità da rispettare, a differenza degli atti in campo civile.

Gli atti di diritto penale considerati papabili per l’esame di stato sono: appello; riesame di un’ordinanza applicativa di una misura cautelare personale o reale; ricorso immediato al giudice di pace; incidente di esecuzione; ricorso per cassazione; appello al tribunale di sorveglianza in materia di misure di sicurezza.

Qualche perplessità è stata sollevata in merito al ricorso per cassazione.

Solo avvocati con tantissimi anni di professione forense alle spalle (12 anni!) si troveranno a dover redigere questo tipo di atto.

Io personalmente credo che il ricorso per cassazione sia l’atto per eccellenza.

Si basa su mere questioni giuridiche, non potendo devolvere con questo mezzo di impugnazione motivi di fatto.

Perciò potrebbe essere inserito tra i possibili atti per un esame di stato quale reale prova della preparazione di un candidato.

A rafforzare tale credenza vi è anche un altro fatto.

Ti troverai a dover redigere un ricorso per il tuo dominus ben prima dei dodici anni di anzianità professionale.

Probabilmente prima di dodici mesi da quando inizi a lavorare in studio.

Lo schema mentale che vale per tutti gli atti sopra indicati è ben diverso da quello suggeritovi per il parere di diritto penale.

Quando scrivi un atto devi calarti nei panni di un avvocato.

La bravura sta nel farsi comprendere.

La Commissione deve capire come hai intenzione di gestire il procedimento a carico del tuo assistito.


L’atto dovrà essere completo sia sotto il profilo sostanziale, prendendo posizione sulle questioni giuridiche rilevanti, sposando quella più favorevole al tuo assistito, ma anche sotto il profilo procedurale rispettando le formalità ed indicando l’allegazione di tutti gli atti necessari ai fini dell’ammissibilità. 


Cominciando da quest’ultimo aspetto, ovvero la forma, questi sono gli elementi che non dovranno mai mancare in un atto:

  1. Intestazione corretta dell’atto con indicazione dell’Autorità Giudiziaria competente a riceverlo (rispetto all’elenco sopra indicato: Corte di appello/ Giudice di pace/Corte d’Assise d’appello, Tribunale per il riesame del luogo ove ha sede la Corte di appello nella cui circoscrizione è compreso l’ufficio del Giudice che ha emesso l’ordinanza impugnata per le misure personali e Tribunale per il riesame del capoluogo di provincia nella quale ha sede l’ufficio del Giudice che emesso il decreto impugnato per le misure reali; Giudice di pace; Tribunale, in funzione del giudice dell’esecuzione, che ha emesso il provvedimento oggetto dell’incidente di esecuzione; Suprema Corte di Cassazione; Tribunale di sorveglianza territorialmente competente rispetto alla misura di sicurezza applicata);
  2. Indicazioni delle generalità del cliente;
  3. Indicazione della nomina che legittima l’avvocato a scrivere l’atto (per semplicità la formula può essere “giusta nomina in atti” oppure “nomina in calce al presente atto” che però presuppone che ti ricordi di scrivere la nomina al fondo dell’atto);
  4. Estremi del provvedimento che state impugnando (numero, data, Autorità Giudiziaria che l’ha emesso, esito di tale provvedimento);
  5. Titolo di reato per cui è intervenuta la sentenza di condanna;
  6. Elencazione di motivi attraverso cui svilupperai le doglianze difensive;
  7. Richieste consequenziali ai motivi;
  8. Data e firma dell’atto (ricordati di appuntarle già nella brutta copia dell’atto perché è un classico dimenticarsene nell’ultima fase di ricopiatura in bella).

Passiamo alla sostanza e soffermiamoci sul principale mezzo di impugnazione.


L’appello.


La difficoltà iniziale nella redazione consiste nell’immaginare il contenuto della sentenza del Giudice di prime cure.

Da lì pensare quale motivi di doglianza redigere.

I primi passaggi che dovrai affrontare (che valgono anche per le prime due prove scritte) sono i seguenti:

  1. Leggi e rileggi la traccia;
  2. Scrivi sul foglio gli istituti giuridici che hai individuato;
  3. Consulta il codice non annotato;
  4. Consulta il codice annotato.
  5. Imposta lo schema da seguire per il tuo atto.

 Lo schema di un atto di appello dovrà essere indicativamente il seguente (in base alla traccia che ti verrà data potrai omettere alcuni punti):

  • Intestazione (rispetta i punti della forma sopra indicati);
  • Motivo riguardante questioni di nullità;
  • Doglianza riguardante la sussistenza dell’elemento oggettivo del reato e analisi dell’istituto giuridico principale della traccia o eventuale sussistenza di cause di giustificazione del reato/scriminanti/cause di non punibilità;
  • Lamentela riguardante la sussistenza dell’elemento soggettivo del reato;
  • Motivo riguardante la mancata concessione di una circostanza attenuante o al mancato riconoscimento della prevalenza delle stesse all’esito del giudizio di bilanciamento nonché dei benefici previsti dalla legge;
  • Doglianza riguardante il trattamento sanzionatorio comminato con la sentenza di primo grado;

Alla fine di ciascuna delle doglianze di cui ai punti sopra indicati è necessario rassegnare apposite conclusioni con, ad esempio, le seguenti formule di stile:

  1. Per tale motivo si chiede dell’annullamento totale o parziale della sentenza appellata;
  2. Per tale motivo, in riforma dell’appellata sentenza, voglia la Corte di Appello assolvere Tizio dal reato…… perché il fatto non sussiste /il prevenuto non è punibile;
  3. Per tale motivo, in riforma dell’appellata sentenza, voglia la Corte di Appello assolvere Tizio dal reato…… perché il fatto non costituisce reato;
  4. (in subordine) Per tale motivo, in riforma dell’appellata sentenza, voglia la Corte di Appello concedere a Tizio le circostanze attenuanti generiche nonché ritenerle prevalenti rispetto alle contestate aggravanti nonché i benefici previste dalla legge;
  5. (in subordine) Per tale motivo, in riforma dell’appellata sentenza, voglia la Corte di Appello rideterminare il trattamento sanzionatorio comminato con la sentenza di primo grado contenendo la pena nei minimi edittali.

Altra cosa utile è avere bene in mente delle frasi già fatte per introdurre i motivi e per le richieste da devolvere. 

Ad esempio un buon incipit per un motivo in punto sussistenza del reato per cui è intervenuta la sentenza di condanna è il seguente:

“Il Giudice di prime cure ha erroneamente ritenuto sussistente in capo al prevenuto il reato di….. di cui all’art…. c.p. per aver….” a cui seguirà una brevissima descrizione (una frase non di più) della condotta oggetto di contestazione. 

Subito dopo la breve esposizione dei fatti è necessario sottolineare, altrettanto velocemente, perché non si condividono le conclusioni del Giudice di prime cure.

Ad esempio “questa difesa non condivide l’affermazione del Giudicante ritenendo mancante l’elemento soggettivo del reato in capo al prevenuto”.

Dopo tali premesse è opportuno focalizzarsi sull’istituto giuridico maggiormente rilevante.

In particolare sull’aspetto più importante dello stesso per la nostra traccia.

Dopo una breve premessa giuridica occorre soffermarsi sulla massima risolutiva per la nostra tesi difensiva e ampliare il principio di diritto espresso nella stessa.

Su questa base svilupperemo poi la nostra tesi difensiva.

Qualora sul principio di diritto rilevante ai fini del nostro atto vi fosse un contrasto giurisprudenziale occorre naturalmente tenerne conto.

 


Ricorda: l’atto è molto spesso l’ago della bilancia.

Giochi in casa e sei padrone del tuo destino.


Lo so vi ho dato una raffica di informazioni.

Scusatemi ma erano tutte importanti!


Per farmi perdonare eccovi qui un bell’elenco puntato utile a mettere ordine nelle nostre testoline fumanti:

  1. breve descrizione del fatto;
  2. anticipazione del perché non si condivide la valutazione espressa nella sentenza di primo grado;
  3. analisi del punto di diritto fondamentale per la traccia;
  4. analisi della giurisprudenza sul punto precedente e di eventuali contrasti giurisprudenziali;
  5. applicazione del principio di diritto alla nostra traccia e motivazione a sostegno delle nostre richieste;
  6. conclusioni e richiesta;
  7. motivo successivo.

Ricorda sempre che questi sono i miei consigli personali.

Frutto della mia esperienza come praticante, prima, e avvocato, dopo!

Ultima nota importante.

In un atto di diritto penale possono assumere particolare rilievo anche eventuali inosservanze della procedura penale che devono trovare adeguato sviluppo se influiscono sulla risoluzione del quesito.

Non dimenticartelo.

Direi che come prima infarinatura può andare!

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Svolgeremo insieme un primo atto di diritto penale e metteremo in pratica sul campo il contenuto di questo articolo.

Stay tuned!

A presto. 

F.