Il buio oltre la siepe – Recensione BookLawyer

Ciao Nextlawyers!

Ci scrivete sempre in tantissimi e di questo non vi ringrazieremo mai a sufficienza.

Le domande in DM sono le più disparate.

Spaziano dall’università alla pratica forense, dai metodi di studio alle esperienze all’estero.

Quella che viene posta più di frequente sui nostri canali social è relativa ai libri consigliati dai nostri avvocati.

 

Se non ci segui già, questo è il nostro profilo di Instagram dove pubblichiamo storie, post e novità ogni giorno.

Per questo motivo, di tanto in tanto e come da vostra richiesta, abbiamo scelto di inserire alcune recensioni dei nostri libri preferiti.

Non dimenticate che noi per primi ne abbiamo scritto uno, ed è stato un successo!

In questo modo cerchiamo di creare, nel nostro piccolo, un elenco di must per ogni studente di Giurisprudenza (e non) d’Italia.

Non esiste una vera e propria lista, né testi contenenti tutte le risposte. Per quello vi suggeriamo di optare per i manuali che vi indicano in università!

Però la letteratura offre, il più delle volte indirettamente, tantissime opportunità di riflessione anche per noi futuri avvocati.

Naturalmente non siamo in grado di valutare la bontà di un romanzo con la stessa passione di un esperto, né tantomeno di esprimere una critica sensata al lavoro dei mostri sacri che verranno citati nel corso della rubrica.

Lo scopo è quello di offrire una brevissima pillola, utile al lettore per orientarsi meglio all’interno della sconfinata offerta letterale e, perché no, discutere insieme dei passaggi preferiti dei nostri libri del cuore.

Pronti? Cominciamo!

Il libro d’esordio mi è particolarmente caro perché non si rivolge al professionista legale, ma bensì ad ogni essere umano.


 

IL BUIO OLTRE LA SIEPE

Harper Lee

Recensione breve

 


 

Il buio oltre la siepe (il cui titolo originale è To Kill a Mockingbird, “Uccidere un usignolo”) è un romanzo della scrittrice americana Harper Lee. Uscito nel 1960, il libro ebbe un successo clamoroso.

Vinse il premio Pulitzer per la narrativa e appena due anni dopo ne venne tratto un film.

La trama è in parte basata su fatti realmente accaduti e più precisamente sul caso degli Scottsboro Boys, un gruppo di adolescenti afroamericani accusati ingiustamente di stupro.

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte.

La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei.

Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

IL DIRITTO

 

Emerge quindi, fin da subito, il primo elemento che accomuna questa storia, tristemente attuale, alla nostra community.

Atticus, uomo dai modi gentili e libero dalle catene di ogni pregiudizio, è membro dell’assemblea legislativa e svolge la professione forense presso lo stato dell’Alabama che lo incarica di difendere gli interessi di Tom Robinson in un caso disperato.

Ricordiamo infatti che negli Stati Uniti degli anni ’30 dilagava il fenomeno della segregazione razziale, consumatasi con particolare intensità negli stati del Sud, dove è cresciuta la scrittrice.

Per quanto di nostro interesse “professionale” il caso giudiziario, che è solo uno dei temi trattati all’interno del libro, arriverà a dibattimento dove assistiamo all’esame e controesame dei testi e perfino ad una vera e propria arringa.

Si esibiscono sia il Pubblico Ministero il quale, senza troppa convinzione, cerca di far valere in giudizio le sofferenze subite da Mayella Ewell, che la Difesa.

In uno dei passaggi più celebri delle sue conclusioni, Atticus, offre una definizione del Tribunale quale unico vero strumento di livellamento sociale.

 

“una istituzione umana che fa di un povero l’eguale di Rockfeller, di uno stupido l’eguale di Einstein, e di un ignorante l’eguale di un rettore dell’Università. Questa istituzione, signori, è il tribunale.”

 

Sebbene il modello di ordinamento giuridico sia quello di Common Law ed il processo statunitense si svolga con l’intervento della Giuria, lo svolgimento del contraddittorio è intrattenimento allo stato puro.

Le considerazioni di diritto (e di logica) di Atticus e le tattiche utilizzate durante l’esame dei testimoni chiave della vicenda non permettono al lettore di allontanarsi dal libro fino alla pronuncia del verdetto. E per noi è tutto esercizio.

 

GLI INSEGNAMENTI PIÙ PREZIOSI

 

Il vero motivo per cui questo libro è diventato una pietra miliare è quello della lotta al pregiudizio razziale.

Sul punto basti pensare che è stato citato dall’ex Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel famoso discorso sull’abbattimento delle barriere.

Fonte inesauribile di odio, violenza e crudeltà disumane e che, purtroppo, è di continua attualità anche nel 2020.

L’ignoranza della quasi totalità della comunità di Maycomb, che emarginerà progressivamente la piccola famiglia di Atticus rea di essere amica dei “negri”, è raccontata tramite le parole di Jean Louise Finch (detta Scout).

Si tratta della figlia minore, giovanissima ribelle, che affronta le delicatissime tematiche della diversità e della discriminazione fino ad allora sconosciutele.

Il tutto con gli occhi, l’ingenuità e i timori di una bambina di appena sei anni.

Lei stessa, sempre in chiave discriminatoria, è malvista dalle signore del paese in quanto considerata un “maschiaccio”.

Abituata a lottare con Jem, il fratello maggiore, a vestirsi con i “calzoni” e non con l’abito è ritenuta priva delle qualità richieste secondo gli standard di genere del tempo.

Pagina dopo pagina, l’innocenza di Scout viene messa a dura prova.

Crescendo si scontrerà con l’ottusità di quelle persone che, incapaci di vedere oltre le apparenze, professano un odio cieco e incomprensibile.

Questo percorso verso l’età della consapevolezza è costellato dai consigli del padre.

Una figura amorevole ed un modello di integrità che insegnerà ai propri figli (e a chiunque legga questo libro) a ragionare con la propria testa e a non curarsi della stupidità della gente, ma, anzi, a porsi nei panni del prossimo e a sforzarsi di comprendere le altrui ragioni, anche quando la ragione pare non esservi.

 

“…voglio insegnarti un semplice trucco, Scout, e se lo imparerai andrai molto più d’accordo con tutti: se vuoi capire una persona, devi cercare di considerare le cose dal suo punto di vista…”

 

“Se vuoi capire una persona devi provare a metterti nei suoi panni e a riflettere un poco.”

 

Ne “Il buio oltre la siepe” ognuno di noi può trarre la lezione di cui ha bisogno.


Probabilmente ognuno di noi ne ha uno in casa, magari assegnato da leggere alle elementari e che neanche ricordavamo di avere sullo scaffale.

Se così non fosse ecco qua sotto  il link per acquistarlo su Amazon a prezzo scontato!

 


 

CONCLUDENDO

Atticus ci aiuta a ragionare fornendoci tutti gli elementi affinché la nostra mente si formi libera da ingombranti preconcetti.

Ci indica dove guardare, ma senza imporci quello che dobbiamo vedere.

Evitare le superficialità e non giudicare mai nessuno per il colore della pelle, per lo status sociale, per il genere o per il suo aspetto.

Ancora.

Uguaglianza, giustizia, libertà di pensiero, legame tra fratelli, educazione, gentilezza, diritto, logica e sentimento.

Personalmente mi sono sentito in difetto confrontandomi con l’avvocato Finch, che incarna, nella sua apparente normalità, una specie supereroe.

È stata un’occasione rara per svolgere un esame di coscienza e un punto di partenza per migliorarmi nella quotidianità.

Questo libro fa bene all’anima e dovrebbe essere letto da tutti quanti, almeno una volta nella vita.

GDR