Boss in fuga per covid? Intervista all’Antimafia

Nelle ultime settimane si è letto tutto e il contrario di tutto, ma pare proprio che l’emergenza sanitaria del coronavirus stia determinando la scarcerazione anticipata di tanti boss mafiosi. Almeno così riportano le prime pagine dei nostri quotidiani. Ma sarà davvero così?

Per verificare le notizie abbiamo deciso di puntare in alto.

Con grande soddisfazione siamo riusciti a coinvolgere su NextLawyer la Direzione Nazionale Antimafia. In particolare ci siamo confrontati telefonicamente con la Dott.ssa Anna Canepa, sostituto procuratore presso la DNA. Esiste forse qualcuno di più affidabile in materia?

Perché in effetti la situazione è meno pacifica di quanto non potrebbe sembrare: cerchiamo di mettere per un attimo da parte la nostra morale (elastica per definizione) e concentriamoci sugli aspetti chiave della vicenda.

Il punto di partenza coincide con l’art. 147 c.p. che prevede la possibilità di differire la pena qualora questa debba essere eseguita contro chi si trova in condizioni di grave infermità fisica.

Per comprendere se la scarcerazione dei boss mafiosi (per alcuni anticipata, per altri assolutamente temporanea) sia stata la soluzione corretta dobbiamo bilanciare gli interessi costituzionalmente garantiti che vengono in rilievo nel caso di specie.

Ed ognuno di questi, naturalmente, fa storia a sè. Per non dilungarci troppo però gli abbiamo riassunti così.

 

 

Da una parte troviamo il fondamentale diritto della salute (di cui all’art. 32 della nostra Costituzione) ed il divieto di trattamenti inumanti e degradanti.

Sull’altro piatto della bilancia andiamo ad inserire il principio dell’uguaglianza formale e sostanziale (art. 3 Cost.), e quello della certezza del diritto.

Chi vince? Come detto poc’anzi, ogni profilo deve essere analizzato attentamente. Proprio per questo la nostra Francesca ha intervistato la Dott.ssa Canepa, sostituto procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia.

Sai già di cosa si tratta?

Parliamo dell’ufficio di coordinamento delle DDA (Direzione Distrettuali Antimafia) a cui viene demandata la competenza sui procedimenti relativi ai reati di stampo mafioso e terroristico.

Informalmente è definita “procura antimafia“.

Nell’occasione ha posto anche le domande dei ragazzi della nostra Community online. Sei già iscritto ai nostri social?

 


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Abbiamo chiesto a Francesca di raccontarci le sue impressioni a caldo, ma prima, ecco i link per recuperare l’intervista.

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Vista tutta? Ottimo, adesso andiamo a sentire cosa ne pensa la nostra inviata speciale.

Il tema della scarcerazione dei boss mafiosi da Bonura a Zagaria è sicuramente uno dei più accesi e più complicati che abbiamo affrontato con NextLawyer. Ci siamo chiesti se avesse senso esporsi ed affrontare un argomento così delicato. 

Mi sono preparata un sacco.

Ho letto i provvedimenti in questione.

Ho studiato la normativa del 41 bis O.P. e quella del differimento facoltativo e obbligatorio della pena (147 e 146 c.p.).

Alla fine però mi sono resa conto che l’intervista più naturale e più interessante per i nostri followers sarebbe stata quella affrontata di pancia e da avvocato difensore. Spero che il risultato via sia piaciuto!

La dottoressa Canepa ha sicuramente chiarito il punto di vista della DNA ovvero che per quanto riguarda genericamente i provvedimenti di differimento della pena in questione non è stata valutato lo stato della malattia in concreto dei vari soggetti.

I vari Tribunali di Sorveglianza, invece, hanno ipotizzato un’eventuale incompatibilità in caso di contrazione di COVID-19.

Alcuni avvocati potrebbero obbiettare che il rischio di contrazione COVID-19 è concreto per quei soggetti che hanno le malattie indicate dalla circolare del DAP. Per avere una risposta dovremo sicuramente aspettare la pronuncia finale della Suprema Corte che sarà sicuramente adita come stadio finale. Fino ad allora possiamo continuare a fare mere ipotesi, niente di più.

Altra critica ai provvedimenti in questione è stata mossa per l’aspetto della pericolosità dei boss mafiosi, capi cupola che sono stati mandati a casa da moglie o figli parte anch’essi dell’associazione.

Confrontarsi con una delle massime cariche all’interno della Magistratura italiana per quanto riguarda l’organo inquirente è stato stimolante e chiarificatore.

È bello poter incontrare una persona come la dottoressa Canepa che ama il suo lavoro e che ha fatto dello stesso una vera e propria missione di vita. Un esempio per tutti gli studenti che sono in dubbio in merito alla propria carriera e non vedono la luce infondo al tunnel.

Per porre fine alla scarcerazione ,a parere della DNA illegittima, dei boss mafiosi il governo sta lavorando ad una modifica della legislazione sul punto. La Dott.ssa Canepa ci ha già dato la propria disponibilità a parlarne insieme. Quindi, come sempre, stay tuned.

 

E tu che idea ti sei fatto? Se vuoi approfondire la tematica vieni a conoscerci sui nostri social.

Io, Francesca e tutti gli altri avvocati di NextLawyer ti aspettiamo con nuovi contenuti ogni giorno.

A presto,

GDR