Caro Diario (di uno studio penale) – Episodio 2

Caro Diario (di uno studio penale), ci risiamo.

Lo ammetto: non sono ancora entrato in possesso delle statistiche dello scorso episodio, il primo in assoluto, ma in tanti ci avete scritto in direct. Sembrerebbe vi sia piaciuto.

Il programma, quindi, è miracolosamente invariato.

Sfruttiamo questo spazio per parlare di diritto e dintorni. Racconterò alcuni episodi, casi, processi, successi ed insuccessi, avvenuti durante le ultime due settimane lavorative, che riguardino il sottoscritto e tutto il team di NextLawyer.

Un vero e proprio diario digitale, con annotazioni telegrafiche delle situazioni che ritengo più interessanti per i futuri avvocati e non.

Alcune di queste le avrete già viste nelle stories di @nextlawyer.it, altre saranno inedite.

Vien da sé che ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. Privacy comes first.

EPISODIO 2 – DIARIO GENNAIO 16-31

IL CASO

Sono state due settimane frenetiche, spese tra Palazzo di Giustizia, studio legale e traffico.

Se dovessi scegliere un tema interessante per il lettore – e guarda caso mi tocca proprio farlo – mi concentrerei sulla vicenda di Tizio, specchio dei nostri tempi.

Sedotto da una bella ragazza su una nota piattaforma social, si è fatto convincere a condividere alcuni selfie a luci rosse.

Purtroppo per lui, il profilo online con cui aveva flirtato tutta la sera altro non era che un fake. Un utente che falsifica la sua vera identità.

Rivelatosi – almeno nelle intenzioni – ha posto Tizio davanti alla più classica delle estorsioni (art. 629 c.p.).

Fammi avere questi soldi, altrimenti invio queste foto a tutti gli amici che ti seguono sui social

L’estorsione, lo sapete, è un reato commesso da chi, con violenza o minaccia, costringe uno o più soggetti a fare o a non fare qualche atto, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno.

Tizio ha scelto di non piegarsi al ricatto.

Mi ha telefonato e la mattina seguente era già stata depositata una denuncia querela contro ignoti: adesso se la vedrà la Polizia Postale, specializzata nel seguire le briciole di pane, un bit dopo l’altro.

Iscritto il procedimento però, pochi mesi più tardi, mi è stata notificata richiesta di archiviazione ai sensi dell’art. 408 c.p.p.

Questa può fondarsi su ragioni di fatto (ad esempio, la denuncia di un mitomane oppure quando è impossibile attribuire il fatto ad una persona determinata) o di diritto (vedi il caso del reato estinto oppure quando manca una condizione di procedibilità).

Nel nostro caso, il Pubblico Ministero non riteneva fosse opportuno esercitare l’azione penale perché effettivamente era quasi impossibile risalire alla fonte, trattandosi di reati commessi per la stragrande maggioranza all’estero.

Bene, ma io a Tizio che gli dico? È fuori discussione che il reato si sia verificato.

Fortunatamente, analizzando le ragioni indicate nel provvedimento – che ci è stato notificato perché espressamente richiesto in querela ai sensi del secondo comma dell’art. 408 c.p.p. – è emersa una chance.

LO SPIRAGLIO

Come sapete, nel termine di venti giorni (trenta nei reati commessi con violenza) è possibile presentare opposizione alla richiesta d’archiviazione ex art. 410 c.p.p.

Una tutela preventiva contro la richiesta di archiviazione del P.M., accordata alla persona offesa quale diretta conseguenza del suo diritto di intervento in sede processuale.

Si, ma noi cosa ci scriviamo? Quali indagini ulteriori dobbiamo suggerire?

La relazione d’indagine del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni, in questo senso, mi ha dato una grossa mano.

Sintetizzo.

Ha riconosciuto che, effettivamente, nel paese dell’Africa occidentale esistono organizzazioni criminali dedite all’attività estorsiva nei termini appena visti.

Inoltre, ha aggiunto che senza analizzare il messaggio originale contenuto sul cellulare del mio cliente non sarebbe stato possibile risalire all’autore del reato.

Le modalità dell’azione erano quindi note, le attività investigative funzionali a far luce sul colpevole anche.

Insomma, diceva tutto quello che doveva essere, ma in concreto non era stata svolta alcuna attività.

Parliamo di un reato molto grave che, seppur nella forma del tentativo, non può essere accompagnato da un atteggiamento così rinunciatario.

Se la richiesta non è manifestamente infondata, il GIP fissa un’udienza in camera di consiglio (ex art. 127 c.p.p.) che può terminare con tre esiti differenti:

  • Conferma la richiesta del PM ed emette ordinanza d’archiviazione
  • Ritiene che l’attività investigativa sia stata effettivamente carente o incompleta ed ordina al PM di compiere altra attività in un dato termine
  • Ritiene che ci siano tutti i presupposti per il rinvio a giudizio e pertanto ordina l’imputazione coatta

L’ESITO

All’udienza in camera di consiglio le parti sono sentite se compaiono.

Alla nostra il Pubblico Ministero era assente e, ovviamente, con l’indagato ancora da individuare, anche la difesa. Noi ci siamo semplicemente richiamati ai motivi contenuti nell’atto di opposizione.

La decisione non è contestuale, il giudice si riserva.

Questa settimana, ed è per questo che ve ne sto parlando nel secondo episodio del Caro Diario, il GIP ha accolto la nostra opposizione.

 

È stato ordinato al Pubblico Ministero di procedere con le attività investigative mancanti e di farlo nel termine di tre mesi.

Difficilmente arriveremo ad un nome e cognome, ma è comunque una piccola vittoria, specie per chi – come me – è ad inizio carriera.

Che questa breve storia sia di monito a tutti: mai abbassare la guardia, soprattutto quando ci contattano persone che non abbiamo mai visto prima. È pieno di malintenzionati.

COS’ALTRO?

Come dicevo, ho passato molto tempo in Tribunale, dove l’attività di cancelleria non finisce mai.

Da qualche mese a questa parte le udienze sono dislocate in vari punti della città e spesso serve prenotarsi online per visionare fascicoli e richiedere copie. Personalmente lo trovo uno strazio.

Ho studiato un paio di sentenze delle Sezioni Unite. Una di queste l’abbiamo commentata insieme a voi su Instagram, affrontando l’istituto del reato proprio in un caso di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ex art. 393 c.p.

Ho fatto diverse riunioni, sia dal vivo che via Zoom, Meets e compagnia.

Capita spesso che le questioni di un cliente possano interessare contemporaneamente aspetti di diritto penale che civile, amministrativo e via discorrendo. Per questo succede molto frequentemente che le pratiche vengano portate avanti su più fronti.

Attenzione, non è raro che i fascicoli siano gestiti da più avvocati anche quando l’intera vicenda si esaurisce in un’unica problematica di diritto.

Il lavoro di squadra permette di avere una visione d’insieme e di arricchirsi con le esperienze di chi, magari, ha già trattato un caso simile.

A me capita ancora più spesso perché, come detto, essendo l’ultimo arrivato vengo spesso affiancato dai miei colleghi per svolgere compiti minori.

LIBRI

È un periodo che leggo molto. Siamo tutti costretti a ritirarci nelle nostre stanze entro le 22 e questo mi permette di recuperare diversi libri che mi ero ripromesso di leggere.

Lo faccio sia per passione sia perché sono convinto migliori anche la mia capacità di scrittura.

Nella scorsa puntata vi ho parlato di “Cecità” di Saramago, autore che non conoscevo ma che mi ha fatto perdere la testa. Sto comprando tutto quello che ha scritto.

In pochi giorni ho iniziato e finito “Le intermittenze della morte” e “Caino”.

Il primo esordisce introducendo il lettore in un paese senza nome in cui “all’improvviso, il giorno seguente non morì nessuno”.

La gioia è grande, la massima angoscia dell’umanità sembra sgominata per sempre. Ma non è tutto così semplice: chi sulla morte faceva affari perde la sua fonte di reddito. E cosa ne sarà della chiesa, ora che non c’è più uno spauracchio e non serve più nessuna resurrezione? I problemi, come si vede, sono tanti e complessi.

Il secondo invece racconta della personificazione biblica del male, colui che uccise suo fratello, ma lo fa capovolgendo la prospettiva tradizionale.

Questi, in estrema sintesi, gli highlights delle mie due ultime settimane. E le vostre?

Vediamo cosa succederà nelle prossime puntate.

Gianmaria