Caro Diario (di uno studio penale) – Episodio 4

Caro Diario (di uno studio penale), l’incidente probatorio del Ponte Morandi si è concluso e tante altre cose sono successe.

Un ripasso veloce delle finalità di questa rubrica e poi passiamo alla cronaca di fine febbraio.

Sfruttiamo questo spazio per parlare di diritto e dintorni. Racconterò alcuni episodi, casi, processi, successi ed insuccessi, avvenuti durante le ultime due settimane lavorative, che riguardino il sottoscritto e tutto il team di NextLawyer.

Un vero e proprio diario digitale, con annotazioni telegrafiche delle situazioni che ritengo più interessanti per i futuri avvocati e non.

Alcune di queste le avrete già viste nelle stories di @nextlawyer.it, altre saranno inedite.

Vien da sé che ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. Privacy comes first.

EPISODIO 4 – DIARIO FEBBRAIO 16-28

LE CAUSE DEL CROLLO

Come anticipato, la parentesi dibattimentale nella fase delle indagini è ufficialmente conclusa. È stata un’attività serrata, compatibilmente con lo scopo dell’istituto e gli impegni di avvocati con la valigia, provenienti da tutti i Fori d’Italia.

Terminata l’esposizione dei vari capitoli della perizia, il collegio peritale – nella fattispecie ausiliare del GIP – si è messo a disposizione delle parti.

L’ordine di escussione è quello canonico: parte il PM, seguono le parti offese e concludono gli indagati.

Come potrai immaginare le domande sono state prevalentemente tecniche, alle mie orecchie possiamo dire anche incomprensibili.

Si parla delle cause del crollo di un ponte ed è materia di architetti, ingegneri e fisici. Per questo motivo tutti i difensori erano accompagnati dai consulenti tecnici di parte, che suggerivano le domande da rivolgere ai periti.

Perché non far parlare i periti direttamente con i tecnici, evitando il passaggio intermedio a “pappagallo”? Semplice, ce lo spiega l’art. 501 c.p.p. secondo cui per l’esame dei periti e dei consulenti tecnici si osservano le disposizioni sull’esame dei testimoni, in quanto applicabili. Hai mai visto un testimone fare un controesame?

Tecnicità a parte, è stato interessantissimo osservare in prima fila il botta e risposta tra PM e difensori, i quali spesso e volentieri cercavano di rivolgere domande al collegio peritale che esulavano dall’oggetto della perizia (vedi l’art. 224 c.p.p.) e puntualmente venivano stoppati dalle obiezioni della pubblica accusa.

Adesso la palla è di nuovo tra i piedi del Pubblico Ministero.

Sulla base del materiale probatorio raccolto, nel termine delle indagini preliminari dovrà alternativamente decidere se esercitare l’azione penale ovvero richiedere l’archiviazione.

Quello che è emerso nel corso di queste lunghe giornate attiene alla conservazione degli stralli del ponte e al loro stato di usura.

Inoltre, un’ultima questione interessante riguarda il provvedimento di sequestro probatorio. Al termine delle indagini pare che il Pubblico Ministero, dominus dell’attività ex art. 253 c.p.p nella fase investigativa, restituirà tutto il materiale sequestrato agli aventi diritto, che ne potranno fare quello che gli pare.

In effetti conservare i reperti di un ponte chilometrico ed ingombrante non è semplice. E non è affatto economico. Anche in questo caso i difensori insorgono: non dovete distruggere i reperti fino alla fine del processo.

Chi vivrà, vedrà.

Davanti alla tenda del Ponte

Per adesso allora salutiamo l’enorme tensostruttura teatro delle nostre udienze, con la speranza che non serva mai più.

CREDITI FORMATIVI

Mi sono accorto di essere molto indietro (eufemismo) in materia di crediti formativi. Ogni ordine professionale tiene sulla corda i propri iscritti, offrendo corsi, webinar ed altre attività utili a collezionare crediti. Normalmente parliamo di sessanta crediti ogni triennio.

Per quanto riguarda l’Ordine Forense, è un obbligo sia per gli avvocati che per i praticanti abilitati al patrocinio (quelli che possono andare in udienza, per intenderci).

Appena ho scoperto la voragine di crediti che ho dimenticato, sono corso sul sito per prenotare tutti gli eventi ancora liberi, a prescindere dalle tematiche affrontate.

Sorpresa: quasi tutti sold out. Le persone normali si accaparrano ad inizio anno quelli più interessanti o comunque affini alla materia che trattano quotidianamente.

Normalmente si tengono dal vivo, ma con l’emergenza sanitaria sono tutti tradotti sui nostri computer (per la mia gioia).

Infatti, ultimamente ho davvero pochissimo tempo a disposizione. Seguire questi corsi dal portatile mi permette di fare almeno altre due cose in contemporanea.

Ad esempio, scrivere questo articolo.

Il primo a cui mi sono iscritto si intitolava “Ordine degli Avvocati di Genova – Processo Telematico e Deontologia Legale”.

Durava un paio d’ore, parlava di..processo telematico e deontologia legale. Esatto.

La mia ricompensa? Un credito. Altri diciannove da collezionare, più quelli indietro. Sarà un anno lungo.

I miei colleghi però mi hanno rassicurato. Ogni tanto ci sono argomenti più interessanti come, ad esempio, il public speaking.

Non proprio il carnevale di Rio, ma meglio che niente. No?

Da te come funziona? Quali sono i più gettonati?

APPUNTAMENTI (QUERELE)

Nel pochissimo tempo a mia disposizione ho ricevuto qualche nuovo cliente. La questione più interessante è quella di una giovane coppia, marito e moglie. A distanza di un giorno sono venuti nel mio studio per denunciare due avvenimenti completamente slegati l’uno dall’altro.

Lei è vittima di un tipo di stalking molto particolare, perpetrato dall’ex fidanzata del compagno. Ogni giorno riceve foto minatorie ed altri contenuti che, se non cessano immediatamente, la costringeranno a modificare le proprie abitudini di vita.

Lui è stato preso a calci in faccia da un collega sul luogo di lavoro.

Come sai la denuncia querela rientra tra le condizioni di procedibilità. È proposta mediante dichiarazione nella quale, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, si manifesta la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato.

In altre parole, entrambi potevano rivolgersi direttamente alla prima stazione dei Carabinieri.

Quali sono i benefici di procedere tramite il proprio difensore di fiducia?

Te lo spiego subito. Essere seguiti da un professionista consente, anzitutto, di riportare dettagli tecnico giuridici che non sempre le Forze dell’Ordine evidenziano. La pratica è studiata in maniera approfondita fin dall’inizio, evitando che le inesattezze formulate nella fase genetica del procedimento si trascinino fino alla fase dibattimentale. Più in generale, si tratta di un supporto utile ad inquadrare le proprie possibilità giuridiche (e non) in ordine al reato di cui si è stati vittima.

Certo, come per i medici, anche la nostra categoria ha un competitor di nome Google. Però, attenzione.

Su Internet è possibile recuperare tante risposte, ma le fregature sono dietro l’angolo.

Infine, la solita domanda per il lettore: entro che termine va proposta la querela? Tre mesi o novanta giorni?

RULLO DI TAMBURI

 Drum roll.

 Di notte e con l’aiuto di tutti i NextLawyer, dulcis in fundo, ho concluso il nostro nuovo progetto editoriale.

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Quest’anno, coronavirus permettendo, ci saranno due prove scritte. Un’occasione unica per raggiungere l’abilitazione e dare un senso a questo anno tormentato.

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Questa è solo una breve preview, in settimana uscirà un articolo dedicato al nostro libro in cui affronteremo per filo e per segno tutte le sue sfaccettature.

Non perdere questa occasione, lo scorso anno sono andati sold out nell’arco di poche settimane!

Al prossimo episodio.

NextLawyer. Gli avvocati di domani, oggi.