Caro Diario (di uno studio penale) – Episodio 3

Caro Diario (di uno studio penale), siamo già arrivati a metà febbraio.

Ripassiamo velocemente le finalità di questa rubrica e passiamo al sodo.

Sfruttiamo questo spazio per parlare di diritto e dintorni. Racconterò alcuni episodi, casi, processi, successi ed insuccessi, avvenuti durante le ultime due settimane lavorative, che riguardino il sottoscritto e tutto il team di NextLawyer.

Un vero e proprio diario digitale, con annotazioni telegrafiche delle situazioni che ritengo più interessanti per i futuri avvocati e non.

Alcune di queste le avrete già viste nelle stories di @nextlawyer.it, altre saranno inedite.

Vien da sé che ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. Privacy comes first.

EPISODIO 3 – DIARIO FEBBRAIO 1-15

 

ALL’IMPROVVISO, UNA MATTINA.

Una chiesa al centro del villaggio.

Questo è quello che ho pensato non appena varcata la soglia del Tribunale di Genova, quando mi sono trovato davanti ad un enorme tenda bianca. Nel bel mezzo del quarto piano dell’ex Ospedale Pammattone, oggi dedicato alle aule del Tribunale in composizione monocratica.

Si, ero appena sveglio e ultimamente dormo poco. Ma quella era proprio lì, davanti a me.

E te l’ho mostrata subito. Su Instagram, nelle storie di @nextlawyer.it

Dall’oggi al domani – mi dice un collega – è stata costruita una tensostruttura. Una che?

Una tensostruttura è un edificio realizzato con materiali mantenuti in posizione tramite tensione. Spesso le tensostrutture sono utilizzate per creare le coperture degli edifici o per realizzare costruzioni temporanee.

Dentro quella presente a Palazzo di Giustizia ci sono centinaia di banchi, schermi al plasma, sistemi di riscaldamento, un parquet nuovo di zecca ed una scritta imponente che recita: La Legge è Uguale per Tutti.

Esatto, si tratta di un’aula improvvisata, ma di ultima generazione. Pronta a celebrare uno degli appuntamenti più delicati della storia giudiziaria del nostro paese.

IL CROLLO DEL PONTE MORANDI

Il coronavirus non fa sconti.

Un procedimento con così tanti indagati e persone offese dal reato necessita di spazi enormi e continui ricambi d’aria. Requisiti che non possono essere soddisfatti nemmeno nell’aula più grande di tutta la Liguria.

Per questo motivo è sorta sotto le stelle l’aula in cui verrà celebrato l’incidente probatorio della tragedia del Ponte Morandi.

Più precisamente, quello volto ad acclarare tecnicamente, mediante le valutazioni del collegio peritale nominato dal GIP, le cause del crollo.

Disgrazia che, come noto, costò la vita a 43 persone e che ne distrusse – irrimediabilmente – molte di più.

Non posso, insomma, che concentrarmi su questa esperienza. E condividerla con te.

Del tutto in divenire (si andrà avanti ad oltranza fino al termine dei lavori, dalle otto del mattino fino alle cinque del pomeriggio) ci permette di approfondire l’istituto dell’incidente probatorio.

Trattandosi di udienza a porte chiuse, vien da sé che la mia presenza in aula è da attribuire alla nomina di alcuni clienti al mio Studio Legale.

Ogni mattina seguo i miei colleghi “senior”, titolari del fascicolo, e mi assicuro un posto. Non uno qualunque. Anzi, quasi sempre lo stesso: abbastanza vicino al GIP, ma nel raggio d’azione del riscaldamento.

Infondo, passiamo seduti sette ore all’aria aperta. Con cinque gradi sul termometro.

Freddo a parte, mi considero molto fortunato – professionalmente – a poter assistere da vicino ad uno dei processi più importanti della storia recente.

L’aula è sempre stracolma e i colleghi presenti arrivano da ogni Foro d’Italia. Roma in primis, ma anche Milano, Cagliari, Pisa, Napoli e via dicendo.

L’INCIDENTE PROBATORIO IN BREVE

Ma esattamente cos’è l’incidente probatorio?

Disciplinato dall’art. 392 c.p.p., ha la funzione di anticipare l’acquisizione e la formazione di una prova durante le indagini preliminari e l’udienza preliminare.

Di norma, lo sappiamo, la prova si forma durante il dibattimento nel contradditorio delle parti.

Può capitare, tuttavia, che il decorrere del tempo metta a repentaglio l’assunzione della prova.

Le prove rischiano di non pervenire in dibattimento. Adesso o mai più.

È chiaro, ad esempio, che l’autopsia debba essere realizzata nell’immediatezza del decesso.

Ancora, una persona molto malata potrebbe non essere in grado di testimoniare fra nove mesi. Occorre sentirla subito.

In particolare, ai sensi dell’art. 392 c.p.p., il P.M. e l’indagato (nonché l’imputato in sede di udienza preliminare) possono chiedere al giudice che si proceda ad incidente probatorio, nei seguenti tassativi casi:

  1. a) per l’assunzione di una testimonianza di una persona, quando vi è fondato motivo di ritenere che la stessa non potrà essere esaminata nel dibattimento per infermità o altro grave impedimento. Per grave impedimento deve intendersi una situazione non riconducibile ad una patologia fisica, ad es. trasferimento all’estero per motivi di lavoro, che abbia i caratteri di irreparabilità permanente;
  2. b) per l’assunzione di una testimonianza quando, per elementi concreti e specifici, vi è fondato motivo di ritenere che la persona sia sottoposta a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità affinché non deponga o deponga il falso;
  3. c) per l’esame dell’indagato (imputato, se in udienza preliminare) su fatti concernenti la responsabilità di altri;
  4. d) per l’esame di una persona imputata in un processo connesso o collegato;
  5. e)  per procedere al confronto tra persone che, in altro incidente probatorio o al P.M. abbiano reso dichiarazioni discordanti, ricorrendo però le condizioni di cui alle lett. a) e b);
  6. f)  per espletare una perizia o un esperimento giudiziale se la prova riguarda una persona, una cosa o un luogo il cui stato è soggetto a modificazione non evitabile;
  7. g) per procedere ad una ricognizione allorché ragioni di urgenza non consentono il rinvio dell’atto al dibattimento;
  8. h) per l’assunzione di una testimonianza di persona minore degli anni sedici, quando si procede per reati di riduzione o mantenimento in schiavitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi, violenza sessuale o prostituzione e pornografia minorile. Il giudice, in questo caso, può disporre che il minore sia ascoltato in luogo diverso dal Tribunale ovvero presso la sua abitazione, avvalendosi anche di strutture specializzate di assistenza;
  9. i)  per l’espletamento di una perizia che, se svolta in dibattimento, determinerebbe la sua sospensione per oltre 60 giorni.

L’udienza del GIP si svolge in camera di consiglio e quindi senza pubblico, ma essa segue le forme dibattimentali per quanto concerne l’esame diretto e incrociato delle persone sottoposte ad esame, cui il P.M. e il difensore dell’investigato possono rivolgere direttamente domande.

Una volta assunte, le prove sono utilizzabili in dibattimento, ma solo nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato alla loro assunzione.

È sempre così?

In realtà il principio del contraddittorio trova delle deroghe al quinto comma dell’art. 111 della Costituzione.

Sarà possibile utilizzare la prova nei confronti del soggetto che non ha partecipato all’incidente probatorio con il consenso dello stesso imputato, nei casi di impossibilità sopravvenuta e in caso di provata condotta illecita.

Lezione finita.

SO FAR

Tornando a noi, la strada è ancora lunghissima. Sono state celebrate tre udienze (sai quanto ci vuole ogni mattina per fare l’appello) ed è stato disposto subito un rinvio.

I consulenti tecnici delle parti hanno bisogno di tempo per studiare un segmento della perizia depositato solo pochissimi giorni fa.

Al momento ho assistito a spiegazioni davvero complesse, di fisica, architettura e matematica.

Ammetto di perdermi spesso e volentieri, ma la presenza dei CT in aula è funzionale proprio a questo. Loro parlano la lingua dei periti, noi no.

Approfondimento dopo approfondimento, i periti risponderanno alle domande di P.M. e difensori, finalizzate a far luce sulla causa del crollo.

TUTTO IL RESTO

Trattandosi di un’esperienza totalizzante, ho trascurato tutto quanto il resto.

Ho scritto qualche atto nelle ore del tardo pomeriggio e fatto un paio di appuntamenti via Zoom. Sui social ti abbiamo aggiornato sulla genesi del Governo Draghi e sul binomio buon senso – rigore ai tempi del covid.

A proposito, grazie a tutti quelli che ci consigliano argomenti, tematiche e nuove rubriche via direct.

Poco tempo libero, dedicato perlopiù alla chitarra. Ebbene si. Ho iniziato durante il primo lockdown e, nonostante non sia affatto capace, è un passatempo che mi piace molto e che voglio portare con me anche al termine di questa maledetta emergenza sanitaria. Tu suoni qualche strumento? Dopo tante ore trascorse a studiare e leggere, l’allenamento è indispensabile. Sia quello fisico che quello mentale.

Non a caso questa volta non sono in grado di consigliare nuove letture. Sono sempre impegnato sullo stesso libro, ma per rimanere in tema, presto ci sarà un grande annuncio in casa NextLawyer.

Nel frattempo, qui in Liguria, siamo ritornati in zona gialla e mi auguro davvero ci si possa avviare definitivamente verso un periodo più sereno per tutti.

Al prossimo episodio.

NextLawyer. Gli avvocati di domani, oggi.