Casellario Giudiziale: cos’è, quanto costa e come richiederlo

Tra i documenti che più frequentemente circolano nelle aule di giustizia c’è sicuramente il certificato del casellario giudiziale.

Esso è il documento che elenca tutte le sentenze (civili, penali ed amministrative) a carico di un soggetto determinato.

Ma di cosa si tratta realmente? Quali sono i provvedimenti che vengono iscritti? E chi è legittimato a richiederne copia e come può farlo?

A tutte queste domande daremo risposta in questo articolo, come anticipato nel primo episodio del Caro Diario.

Scopriamo insieme, allora, tutto ciò che bisogna sapere sul certificato del casellario giudiziale.

Ne abbiamo già parlato insieme su Instagram, dove nelle stories siamo partiti dalla compilazione della mascherina (con delega) fino al ritiro del documento in esame. Uno sguardo alla pratica, dopo tante nozioni messe per iscritto, non fa mai male.

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Fatto? Bene, allora possiamo cominciare.

CASELLARIO GIUDIZIALE: DEFINIZIONE E NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Come dicevamo, il Certificato del casellario giudiziale è il documento che riporta le sentenze passate in giudicato, ed altri provvedimenti, in materia penale, civile ed amministrativa a carico di un determinato soggetto.

Esso trova disciplina nel DPR n. 313/2002, noto anche come Testo Unico sul casellario giudiziale, che ha abrogato le precedenti previsioni normative contenute negli artt. 685 e seguenti del codice civile.

Fino a poco tempo fa esistevano tre tipologie di certificato del casellario giudiziale:

  1. il certificato generale, contenente tutti i provvedimenti ordinari ed amministrativi a carico di un soggetto (art. 24 T.U.);
  2. il certificato penale, inerente alle condanne definitive a carico di una persona fisica di età superiore ai 14 anni (art. 25 T.U.). Si tratta della cosiddetta “fedina penale” di un soggetto.
  3. il certificato civile, costituito dai provvedimenti relativi alla capacità della persona (come l’amministrazione di sostegno o l’interdizione giudiziale e legale) o alla perdita o revoca della cittadinanza italiana (art. 26 T.U.).

Successivamente, con l’introduzione del decreto legislativo n. 122/2018 (in vigore dal 26 ottobre 2019) si è deciso di unificare e semplificare la categoria.

Oggi, infatti, può essere rilasciato un unico certificato del casellario giudiziale, che riunisce in sé gli ex certificati (generale, penale e civile).

Pertanto, come riporta la definizione del Testo Unico, il certificato del casellario altro non è che il «registro nazionale» contenente «l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari ed amministrativi riferiti a soggetti determinati” (art. 2, comma 1, lett. a).

Il certificato del casellario giudiziale va, però, tenuto distinto dal certificato dei carichi pendenti, anch’esso riunito sotto la medesima cornice normativa del Testo Unico (artt. 6-8 T.U.).

Quest’ultimo certificato, infatti, è costituito dall’elenco dei procedimenti penali ancora in corso, al momento della richiesta, a carico di un determinato soggetto.

In altre parole, esso ci indica se un soggetto è attualmente indagato o imputato per un determinato reato, oppure se ad un ente è contestato un illecito amministrativo dipendente da reato.

 

QUALI PROVVEDIMENTI POSSONO ESSERE ISCRITTI NEL CASELLARIO GIUDIZIALE?

Vista la definizione e l’inquadramento normativo del certificato del casellario giudiziale, occorre individuare quali sono i provvedimenti che devono risultare da esso.

In ambito penale, non tutti i provvedimenti emessi dal giudice devono essere iscritti, ma solo quelli indicati tassativamente dalla legge (art. 3, comma 1 T.U.).

Tra di essi si annoverano:

  • le sentenze di condanna definitive e i decreti penali definitivi;
  • i provvedimenti definitivi di proscioglimento;
  • i provvedimenti che hanno dichiarato non luogo a procedere per difetto di imputabilità; e quelli che hanno dichiarato la non punibilità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell’art. 131-bis c.p.;
  • i provvedimenti di sospensione del procedimento per assenza dell’imputato ai sensi dell’art. 420-quater c.p.p;
  • i provvedimenti giudiziari definitivi relativi alle pene, nonché alla sospensione condizionale, alle misure di sicurezza, alle pene accessorie, agli effetti penali della condanna;
  • oppure i provvedimenti giudiziari relativi alle misure alternative alla detenzione, alla liberazione condizionale, alla conversione delle pene detentive in pene pecuniarie.

Invece, vi sono provvedimenti che vanno espressamente esclusi dal novero di quelli da indicare nel certificato generale (art. 24 T.U.). Essi sono, a titolo di esempio:

  • le condanne delle quali è stato ordinato che non si faccia menzione nel certificato a norma dell’articolo 175 c.p.;
  • le condanne per reati estinti a norma dell’articolo 167, primo comma, del codice penale;
  • i provvedimenti concernenti contravvenzioni per le quali la legge ammette la definizione in via amministrativa o l’oblazione ai sensi all’art. 162 c.p.;
  • le condanne in relazione alle quali è stata applicata l’amnistia e quelle per le quali è stata dichiarata la riabilitazione;
  • le sentenze di patteggiamento ai sensi dell’art. 445 del codice di procedura penale, quando la pena irrogata non superi i due anni di pena detentiva soli o congiunti a pena pecuniaria;
  • oppure i provvedimenti giudiziari emessi dal giudice di pace.

Pertanto, è evidente che il certificato del casellario giudiziale offra una visione in qualche modo parziale e limitata della situazione giudiziaria di un soggetto.

Può accadere infatti che taluni provvedimenti a suo carico non siano registrati nel certificato del casellario giudiziale rilasciabile agli interessati, pur essendo presenti nell’archivio generale del casellario.

Qualora, invece, vi fosse necessità di conoscere tutte le iscrizioni a carico di un soggetto, bisognerà chiedere non il certificato, bensì una visura del casellario (art. 33 T.U.).

In essa, infatti, sono contenute tutte le iscrizioni riferite alla persona o all’ente interessato, comprese quelle di cui non è fatta menzione nel certificato del casellario giudiziale.

La visura, tuttavia, non ha valore certificativo a differenza del certificato del casellario, per cui non può essere esibita per finalità amministrative o per motivi lavorativi.

Inoltre, viene rilasciata in forma anonima, ossia senza riportare le generalità del soggetto cui si riferisce.

 

 

CERTIFICATO DEL CASELLARIO GIUDIZIALE: COME RICHIEDERNE COPIA

Arrivato sino a qui, ti starai sicuramente chiedendo chi è legittimato a richiedere il certificato del casellario giudiziale. E, soprattutto, dove ed in che modo può essere richiesto.

La richiesta del certificato del casellario giudiziale contenente tutti i provvedimenti civili, penali ed amministrativi, così come anche il certificato dei carichi pendenti, deve essere presentata personalmente dall’interessato (art 22 T.U.) oppure mediante delega da un suo intermediario, come può essere il difensore (art. 23 T.U.). La richiesta può avvenire in qualunque tempo, senza alcun obbligo di motivazione.

Per i minori di anni 16, la domanda va presentata dal soggetto esercente la potestà genitoriale.

Per gli interdetti, la domanda va presentata dal tutore, che deve esibire il decreto di nomina.

Mentre la persona detenuta, o inserita in una comunità terapeutica, può inoltrare la richiesta anche con richiesta vistata dal direttore o dall’ufficio matricolare del carcere.

La richiesta, che può essere avanzata anche per posta oppure online, deve pervenire ad un Ufficio del Casellario sito presso ogni Procura della Repubblica, a prescindere dal luogo di nascita o di residenza dell’interessato.

L’archivio del casellario giudiziale, infatti, è unico e nazionale, accessibile da ogni ufficio territoriale competente.

Possono, inoltre, procedere all’acquisizione del certificato del casellario anche le pubbliche amministrazionio l’autorità giudiziaria quando lo stesso è necessario per l’espletamento delle loro rispettive funzioni.

Vige poi un obbligo di richiedere il certificato da parte dal datore di lavoro che intenda impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali che comportino contatti diretti e regolari con minori, al fine di verificare l’esistenza di condanne per gravi reati a danno di minori (artt. 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale) ovvero l’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori (art 25 bis T.U).

Bisogna però sapere che richiedere il certificato giudiziale non è gratuito. Ciascun certificato infatti comporta costi di bollo o il pagamento di diritti di certificato. In particolare bisognerà versare:

  • Euro 3,84 per i diritti di certificato;
  • Euro 16 per la marca da bollo (ne occorre uno ogni due pagine di certificato);
  • ulteriori Euro 3,84 per i diritti di urgenza, qualora si abbia necessità di ottenere il certificato lo stesso giorno in cui si avanza la richiesta.

In casi particolari, però, la legge stabilisce che il rilascio sia gratuito. Vi rientrano, a titolo di esempio, i procedimenti in cui il richiedente è ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato; oppure le controversie in materia di lavoro e previdenza sociale.

Naturalmente, per beneficiare dell’esenzione al pagamento dei diritti e del bollo, il richiedente deve produrre e mostrare la documentazione idonea a giustificare l’esenzione.

I certificati del casellario hanno una validità di 6 mesi dal rilascio. Scaduto il termine, non si ritengono più aggiornati ed è quindi utile munirsi di una nuova copia.

CONCLUSIONI

Insomma, come visto, il certificato del casellario giudiziale è un documento fondamentale che offre una panoramica minuziosa del trascorso giudiziario di un soggetto e che non manca mai nelle aule di giustizia.

Infatti, esso è un documento utile al giudice per ponderare al meglio la decisione finale. Ma è anche strumento imprescindibile per l’avvocato che, solo grazie ad una visione complessiva dei precedenti provvedimenti a carico del proprio cliente, potrà capire quale sia la strategia processuale migliore per lo stesso.

Bene, per adesso è proprio tutto. Se hai altre domande raggiungici in direct o contattaci via mail

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