Diario di udienza penale: Puntata n°1 – Corte d’Appello

In udienza ne succedono delle belle ed è proprio assistendo alle tue prime udienze che ti renderai conto che la professione non si può imparare solo dai codici o dai manuali di diritto.

Partendo da queste premesse abbiamo pensato per te questa rubrica che racconta gli aneddoti che accadono all’interno delle aule di giustizia.

I comportamenti “particolari” dei magistrati e/o dei loro fidi cancellieri nonché gli atteggiamenti degli avvocati.

Sia quelli da seguire che quelli da evitare.

Ma non mancheranno anche alcune pillole di diritto che ti potranno essere molto utili per il tuo esame!

Allora cominciamo: mettiti comodo e leggi il primo capitolo del “romanzo” giudiziario che si svolge ogni giorno all’interno del Palazzo di Giustizia della tua città.

Ho deciso di cominciare da un’udienza in Corte di Appello perché è proprio lì che in una mattina di metà settembre mi è venuta l’idea di questo diario.

Ed è anche la circostanza in cui vi fronteggerete con magistrati che hanno una certa anzianità professionale e, quindi, esperienza e una gestione particolare dell’udienza. 

Ore 8.58 entri in Tribunale.

Aspetti l’ascensore invano per un minuto, ma anche questa mattina non funziona.

Decidi di affrontare le scale portandoti dietro faldoni pesantissimi.

Arrivi in aula e anche questa volta la Corte non c’è ancora.

Ti riprometti che la prossima volta farai più con calma tanto nessun giudice arriva mai in orario.

Tuttavia, Murphy insegna, il giorno in cui te la prenderai comoda, inspiegabilmente, il tuo processo sarà già stato chiamato. 

Ore 9.20.

Suona la campanella che ti avvisa dell’arrivo della Corte.

Cala il silenzio e tutti si alzano in piedi.


Insieme alla toga, quella di alzarsi in piedi all’ingresso del Giudice è una delle poche usanze della tradizione che è ancora rispettata nelle aule di giustizia.


Se sei fortunato per procedimenti più importanti, o in Tribunale più grandi, potrai anche assistere ad altra usanza particolare ovvero sentirai l’usciere annunciare a gran voce “la Corte”. 

Di solito – senza neanche salutare – il Presidente della Corte bofonchia un nome di un imputato che neanche il difensore capisce.

Sempre bofonchiando il Presidente inizia a dettare ad un cancelliere, che non ha ancora capito quale verbale deve aprire e se l’avvocato difensore e le parti sono presenti, un rinvio per difetto di notifica.

Il difensore che a quel punto si risveglia e capisce che si tratta proprio del suo procedimento sorride a trentasei denti apprendendo che, senza aver detto letteralmente una parola, ha ottenuto un rinvio che lo avvicina alla prescrizione.

La tanto dibattuta prescrizione che dà da pensare al nostro Ministro Bonafede in questi giorni e di cui mi è appena venuto in mente potrei scrivervi qualcosa.

Di solito un rinvio inaspettato succede proprio nei processi che ti stanno meno a cuore.

Quelli che non hai approfondito più di tanto, spesso nei procedimenti d’ufficio ove non avrai mai contatti con l’assistito.

Ore 9.25.

Il presidente riprende la parola per rilevare d’ufficio un’altra omessa notifica e questa volta il difensore non c’è neanche. Altro rinvio.

Alzando finalmente il capo e un po’ preoccupato dall’aula affollata da troppi difensori chiede con tono invitante “chi si richiama ai motivi d’appello?”.

Apriamo una piccola parentesi.

Richiamarsi ai motivi di appello significa a livello pratico non perdere la mattinata e fare contento il collegio che affronterà tanti processi in poco tempo.

A livello di diritto significa richiamarsi ai motivi esposti nell’atto di appello.

Lo si fa solamente quando si ritiene che gli stessi siano esaustivi e quando non si ritiene necessario aggiungere o enfatizzare nulla di particolare in udienza.

Oppure nei casi in cui l’appello è stato proposto solamente per “guadagnare del tempo”.

Aperta parentesi quadra.

Eh si spesso la scelta di impugnare la sentenza non si basa sulla sola fondatezza delle cose che abbiamo da dire ma spesso è volta a ritardare l’esecutività della stessa.

Accade questo quando o si ha una misura cautelare in atto e si vuole riproporre l’istanza di revoca della misura davanti ad un giudice diverso dal primo grado oppure  quando la prescrizione non è lontana.

Chiusa parentesi quadra. 

Di solito non ci si richiama mai ai motivi di appello quando si ha il proprio assisto presente in udienza oppure quando il procedimento è particolarmente delicato.

Ad ogni buon conto anche se non ci si richiama ai motivi di appello il mio ex dominus sin dall’inizio della pratica mi ha sempre detto che parlare troppo è assolutamente inutile.

Anzi, può essere dannoso perché può infastidire i consiglieri i quali, dati forse anche i numerosi anni che hanno già trascorso nelle aule di giustizia, hanno poca pazienza e voglia di stare a sentire gli avvocati.

 


Come regola non richiamarti ai motivi di appello se credi veramente in quello che hai scritto e soprattutto se devi affrontare una questione di diritto particolarmente delicata.


 

Chiusa parentesi.

Ore 10.30.

Terminate le processioni di procuratori generali che si alzano e chiedono la conferma della sentenza e difensori che si richiamano ai motivi spazio ai reintrodotti “concordati in appello” o impropriamente chiamati patteggiamenti in appello che, dopo quasi dieci anni di assenza dal sistema penale, sono tornati.

Qui di nuovo si può perdere poco o un sacco di tempo, tutto dipende da te.

Se sei stato un avvocato diligente e sei andato prima a concordare la pena da diminuire con il procuratore generale ci metterai cinque minuti.

Se invece hai deciso di fare tutto in udienza ecco che l’aula si tramuterà in un luogo di esperimenti.

Sentirai urlare pena base anni 3 riduzione per le attenuanti generiche … a no le abbiamo bilanciate male…. totale di mesi 5 di reclusione… abbiamo dimenticato la multa!

E cosi via.


Pillola di diritto: il concordato in appello è disciplinato dall’art. 599 bis c.p.p. e propone un meccanismo semplice volto a ridurre il numero dei giudizi in appello e di Cassazione.


Pubblico ministero e difesa concordano sull’accoglimento in tutto o in parte dei motivi di appello con rinuncia agli altri motivi.

Con un concordato si potrà diminuire la pena, concedere le attenuanti generiche, disapplicare la recidiva o addirittura operare un bilanciamento diverso delle circostanze e molto altro rinunciando ai motivi relativi alle doglianze in fatto o agli altri motivi proposti.

È escluso solamente per i reati più gravi! 

Dopo i concordati, verso le ore 11.00 circa, quando l’adrenalina vi sarà oramai calata iniziano i veri procedimenti.

Qui dovrai mettere in pratica i consigli che ti abbiamo dato nella nostra Guida.


 




 

Una particolarità a cui ti potrà, raramente, capitare di assistere durante un’udienza in Corte di appello è la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale.

Una sorta di dibattimento bis…. Ma questa è un’altra storia!

Stay tuned per il prossimo capitolo!

F.