Il Mio Esame da Avvocato: Capitolo 2 – Fuoco e sangue

Si, è successo.

Ho partecipato all’edizione italiana 2018/19 degli Hunger Games aka esame per l’abilitazione forense.

Sarà proprio la trilogia di Collins il filo conduttore con il quale racconterò la mia esperienza personale. 

I Giochi consistono in un combattimento tra ventiquattro ragazzi e ragazze adolescenti, in cui solo uno sopravvive ed esce vincitore.

I concorrenti, un maschio e una femmina per ogni Distretto, detti Tributi, vengono estratti a sorte.

I Giochi vengono inoltre trasmessi sulla TV nazionale, come fossero un reality show.

Riesci a vedere la differenza con l’esame di stato? Io no.

La mia presenza non era certo in programma, anzi.

I diciotto mesi della pratica sono volati via in un secondo.

Lo studio legale, la mia società e le altre attività che curo mi hanno stregato, impedendomi di dedicarmi alla preparazione degli scritti con la dovuta attenzione.

Di fatto ho scritto il mio primo parere a ottobre 2018.

E come Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) nel suo universo distopico avevo due opzioni: combattere o lasciarmi morire.

Per quanto io sia un grande fan dell’evitare ogni tipo di confronto, era però arrivato il momento di guardare con i miei occhi questo fatidico esame, di viverlo sulla mia pelle e di prenderne le misure proprio per garantire a NextLawyer e quindi a te, la migliore soluzione possibile.

Quello che ho visto è stato unico, difficile da raccontare a chi non ci sia già passato.

Benvenuto quindi nella mia nuova rubrica in cui descriverò tutto quello che ho provato nella fase di avvicinamento e nella tre giorni più temuta dagli studenti di giurisprudenza

Non una guida del diritto con analisi delle tracce, ma un vero e proprio diario di bordo.

Ricco di consigli di sopravvivenza indispensabili per affrontare tutte le prove alla massima intensità.

Un catalogo di sette capitoli per rivivere insieme a me il mio esame di abilitazione forense.

 


CHAPTER II

L’ALLENAMENTO

MENO 60 GIORNI ALL’ESAME


Una volta estratto il mio nome dal vaso il countdown era ufficialmente iniziato.

Visto che non sono un grande fan delle brutte figure mi sono confrontato con gli avvocati di NextLawyer ed insieme abbiamo stilato un piano d’azione. 

Oggi è importante soffermarsi su due punti chiave.

Vediamo da vicino la mia personalissima concezione di preparazione dell’esame da avvocato

Consiglio numero uno: studiare manuali enormi di diritto civile e di diritto penale a due mesi dall’esame è uno sforzo inutile.

Quel che è fatto è fatto, è deleterio confondersi le idee sovrapponendo concetti astratti di materie diverse che svaniranno non appena il gioco si fa duro.

L’agitazione credimi, prima o poi, bussa alla porta.

Adesso si tratta di trovare un metodo operativo che trova espressione nella pratica

Ripetizione, abnegazione ed esercizio sono le parole magiche da non dimenticare mai. 

Il prossimo corso online di NextLawyer tratterà l’argomento in maniera esaustiva ed esauriente, ma per adesso ti basti sapere che non avevo mai scritto un parere fino agli ultimi mesi utili.

Mi spiego: sono stato iscritto per tutto l’anno ad un corso promosso proprio dall’Ordine nel quale, ogni sabato mattina alle 8:00 mi ritrovavo con altri praticanti del mio Foro per fare simulazioni su pareri ed atti. 

I primi mesi non consideriamoli nemmeno visto che erano tutti certi che la riforma “non-vogliamo-più-nuovi-avvocati” sarebbe entrata in vigore.

Per settimane intere, quindi, abbiamo lavorato senza codice. Un disastro. 

Poi è arrivata l’estate, il caldo, la musica e così l’alba del sabato è diventata ancora meno attraente.

Non proprio l’apice della mia operatività.

A settembre mi sono accorto che a forza di strappare giorni su giorni, il calendario era dimagrito in maniera preoccupante.

C’era davvero troppo poco tempo per mettere insieme una preparazione dignitosa.


Inutile girarci intorno: per avere successo devi avere il fuoco dentro.


Ho iniziato a darmi da fare sul serio.

Mi sono ritagliato tutto il tempo possibile – grazie anche all’aiuto dei miei colleghi che, essendoci passati prima di me, non hanno esitato a coprirmi le spalle – e ho fatto tantissime prove, per conto mio, cercando di sviluppare prima di tutto uno scheletro affidabile nella redazione del parere.

Si dirà meglio più avanti, ma una strategia abbastanza inflazionata è quella di articolare lo scritto in quattro o cinque blocchi e di sviluppare singolarmente ciascuno di essi in ordine cronologico.

Ciascuno di questi compartimenti va poi collegato in maniera fluida, leggera e naturale con delle frasi che rendano quella determinata parte una logica conseguenza dell’antecedente.

Il risultato è che i miei primi trenta pareri si somigliavano tutti, cambiava soltanto il protagonista ovvero l’istituto giuridico principale sotteso alla traccia. 


Così facendo sconfiggi il primo nemico mortale che proverà a farti fuori non appena entrato nell’arena di Capitol City: la paura del foglio bianco.


Se inquadri l’istituto giuridico allora avrai già scritto metà parere grazie all’architettura con la quale sei diventato familiare nella fase di allenamento. 

Io ne ho fatti diversi, ma non tanti quanti avrei voluto perché la verità è che più si avvicinava la data fatidica e più l’adrenalina e la paura lasciavano spazio ad un senso di rassegnazione che non andava d’accordo con l’esercizio full immersion.

Fortunatamente so scrivere, mi è sempre piaciuto, e quindi non avevo chissà quale bisogno di rimettermi in moto dopo tutti gli anni passati senza carta e penna all’università.

In questo senso io non capirò mai come sia possibile che non esista un esame, nemmeno opzionale, che permetta agli studenti di confrontarsi con il metodo dell’esame prima di quello buono per l’abilitazione.

Per me è inspiegabile.

Consiglio numero due: anticipare l’oggetto delle tracce è praticamente impossibile, ma più stai al passo con gli sviluppi della Giurisprudenza e più chance ci sono di non cadere del tutto dalle nuvole il giorno dell’esame.

Personalmente ho letto molto.

Soprattutto pareri già svolti e questo mi ha aiutato sia a ripassare il diritto da un punto di vista di applicazione pratica sia ad ampliare il mio vocabolario (che comunque mi sono portato anche all’esame).

 

“Leggere, leggere, leggere. Leggere tutto – robaccia, classici, buoni e cattivi, e vedere come fanno. Come un falegname che lavora come apprendista e studia il maestro. Leggete! Assorbirete. Poi scrivete. Se è buono lo vedrete. Se non lo è buttate tutto dalla finestra.”


(William Faulkner)

 

A dicembre vengono pubblicate diverse rassegne con le ultime novità. Ho letto anche quelle, seppure si siano rivelate davvero fuori strada.

In ogni caso leggere serve sempre.

Credimi che il giorno dell’esame gran parte di quello che pensi di sapere rimarrà nascosto nei cassetti della tua memoria, quindi è importante che tu sia in grado di cavartela lo stesso, anche approcciando un istituto per la prima volta in assoluto nella tua vita.

Nota bene. Io non ho la minima idea di come siano andati i miei.

Fare previsioni è impossibile.

Tuttavia sono stato fortunato perché nella materia che conosco meno (diritto civile) è uscita una traccia sull’obbligazione naturale con alcuni profili di interdisciplinarietà che mi hanno permesso, se non altro, di toccare diversi punti di diritto e di farlo in italiano corretto.

In più io ero un giocatore di poker e, sebbene preferisca altri liquori, mi è capitato di bere del whiskey quindi mi sono sentito a casa. 

In sintesi, se l’allenamento di Katniss Everdeen è consistito in una serie di prove da sforzo sospese tra la vita e la morte, il mio è stato leggermente più soft.


Un pendolo che oscilla tra scrittura e lettura.


Lei era una ragazza e per districarsi tra le insidie nell’arena ha scelto di utilizzare arco e frecce.

Un’arma leggera, uno strumento che fosse in grado di sostenere e che potesse diventare il suo punto di forza.

Io non ero certo in grado di studiare 2500 pagine di manuali sul diritto e quindi ho scelto l’unica strada sostenibile nel tempo che mi era rimasto: usare il mio cervello per creare un metodo di scrittura valido e le mie energie per metabolizzarlo e farlo diventare parte di me.

Nel frattempo il Presidente Snow mi aveva inviato l’email con il mio numero di banco, il centosessantuno, e le indicazioni utili per il deposito dei codici commentati il giorno prima dell’apertura delle danze.

L’inaugurazione era vicina e così il 10 dicembre 2018 ho incontrato per la prima volta tutti gli altri 500 tributi muniti di trolley e rosari nei pressi di Capitol City.

Nel prossimo articolo racconterò proprio quel giorno surreale, in cui sono entrato davvero in contatto con l’esame di abilitazione forense.

 

GDR