Il Mio Esame da Avvocato: Capitolo 7 – Day After

Ci siamo.

La quiete dopo la tempesta.

La maratona è finita e la mente è finalmente fredda.

Tempo di tirare le somme.

 

Attenzione: l’articolo che segue è stato scritto a Gennaio 2019.

 

Se ti fossi perso i capitoli precedenti eccoli qui: 


CHAPTER VII

CONSIDERAZIONI FINALI

THE DAY AFTER


Mi trovo a Sydney, Australia.

Qui è estate piena: ci sono 30 gradi, le persone sono cordiali al limite dell’inverosimile (sembrano tanti Ned Flanders), la città è meravigliosa, attrezzata, tecnologica e ben collegata.

I paesaggi sono mozzafiato, incontaminati e pieni di animali liberi.

Le spiagge sono chilometriche e pulitissime.

Si sta bene.

Ho scelto di prendermi una piccola pausa da tutti gli impegni lavorativi ed imprenditoriali in quanto già prima dell’esame ero in riserva piena e dopo ero proprio da buttare via. 

Nei tre giorni di fuoco ho perso altrettanti chili, saltando sempre il pranzo per risparmiare tempo durante la prova e cenando leggero per andare a dormire subito.

Ho visto tantissime persone che, come e più di me, sognano di diventare avvocato.

Facile prendere in giro chi si presenta alla quinta/sesta/settima edizione, ma non dimentichiamoci mai quanta determinazione e quanto coraggio servano per affrontare l’esame di abilitazione.

Ho conosciuto ragazzi che, bocciati tre volte agli scritti, sono poi arrivati fino all’orale, ma non è andata come speravano.

Io sarei impazzito.

Loro si sono ripresentati anche questa volta e lo hanno fatto con il sorriso.

Una parola va spesa poi per chi ha sostenuto le prove in distretti meno soft rispetto al mio.

Ho letto di ragazzi che non avevano il banco e che hanno dovuto scrivere i compiti con il foglio appoggiato sulle proprie gambe ed altri ancora che, non avendo il posto assegnato, erano costretti a delle vere e proprie gare per potersi garantire una sedia.

In una sede i candidati dovevano addirittura andare in bagno seguiti a vista dalla polizia penitenziaria.

Queste sono condizioni estreme e voi siete eroi.

Io al solo pensiero di dover ricominciare da zero strappo il passaporto e resto qui.

A proposito.

Come è andato il mio esame?

La verità è che non lo so.

Potrebbe essere andato malissimo o essere considerato, nel complesso, un lavoro da novanta.

Il pendolo oscilla tra questi due estremi.

Non di più perché mi sono reso conto di aver commesso degli errori e tralasciato alcune considerazioni che era bene inserire.

Specie nel day one quando sono andato a tanto così dal non consegnare.

Ogni altra previsione lascia il tempo che trova. 

Come anticipato c’è chi pensa di aver fatto un capolavoro – e magari è anche così – ma chi lo corregge ha appena scoperto che Manuel Agnelli non sarà più uno dei giudici di XFactor ed è inkazzato nero!!1!1!!!

Mai sottovalutare gli umori della commissione. 

Purtroppo (o per fortuna?) sono esseri umani.

Viceversa ci sono compiti non straordinari, appena decenti, che però vengono letti dopo una sfilza di casi umani e appaiono più belli di come in realtà siano.

Dipende.

Tra qualche mese vi saprò dire di più.

Non c’è fretta.

Nel frattempo, quello che conta davvero è che tra poco saranno disponibili i corsi online di NextLawyer ed io sarò il loro primo follower.

Il paziente zero.

Le tempistiche non mi hanno certo aiutato, ma quest’anno ho scelto di affrontare l’esame forense a prescindere, anche senza una preparazione degna di questo nome, cercando di sfruttare i consigli degli avvocati che fanno parte della squadra. 

I trucchi di coloro che, come noi, si sono trovati davanti all’ostacolo e lo hanno superato brillantemente. Non vent’anni fa. Adesso. 


Un metodo innovativo e pensato per gli avvocati praticanti del 2019. Su misura per i nostri dispositivi, per le nostre giornate ed il nostro linguaggio.

Non un copia/incolla di manuali del diritto impossibili da metabolizzare in poche settimane, ma un corso strategico vero e proprio finalizzato ad un unico scopo: passare l’esame.


Dal punto di vista del Tribunale della mia coscienza invece è andato benissimo.

Assolto con formula piena.

Ho fatto quello che dovevo fare e l’ho fatto al massimo delle mie capacità.

Con il senno di poi studiare per mesi, notte e giorno, avrebbe fatto davvero una differenza trascurabile, soprattutto alla luce della nuova impostazione delle tracce che premia il ragionamento e non la solita redazione identica per ogni candidato con la stessa massima ed il ricamo intorno.


È il nostro momento


Alcuni di noi si laureeranno, altri finiranno la pratica, ma soprattutto passeranno questo benedetto esame.

Tutti invece, grazie alla community formata da me e da te, cresceremo come professionisti, impareremo l’uno dall’altro e scopriremo i segreti per raggiungere la libertà che sogniamo.


Benvenuto tra i NextLawyer.

Gli avvocati di domani, oggi.

 

GDR