Il Parere di Diritto Penale – La Guida Definitiva

Day two.

Ormai hai rotto il ghiaccio e alla fine di questa giornata sarai a due terzi del percorso delle prove scritte.

Se poi sei un penalista come me, da questo momento in poi giochi in casa.

Se sei un civilista invece non demordere.

La prova di oggi è solo una parentesi e domani tornerai nel tuo territorio.

Come hai capito, il primo consiglio che ti do per la seconda prova è essenzialmente questo: cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, qualunque sia la posizione da cui lo affronti.


I pensieri positivi sono quelli che spingono ad andare avanti, quelli negativi coltivano lo sconforto e ti portano ad essere rinunciatario.


Ciò premesso è utile fare riferimento ai criteri dettati dalla legge per capire cosa cercano i commissari.

Anzitutto è necessario usare un italiano scorrevole mostrando padronanza del lessico giuridico.


Per fare ciò devi utilizzare una regola aurea: per esprimere un concetto utilizza il minor numero di parole possibili, senza ovviamente impoverirne il contenuto. 


Per soddisfare il requisito ricordati anche di scrivere frasi semplici e brevi.

Questo ti consentirà di evitare di “perdere il filo” del discorso.

Secondariamente devi dimostrare di saper risolvere specifici problemi giuridici.

Questa parte è il cuore del tuo lavoro e soprattutto mostra la tua vena di difensore.

Facciamo un esempio banale.

Immagina che il testo del parere ti chieda di ricevere in studio Tizio che è stato indagato per rapina poiché ha strappato la borsa imbracciata da una passante contenente il portafogli, e a causa dell’occorso la signora è caduta a terra riportando lesioni personali.

Il problema giuridico che ti è posto è quello di capire se l’imputazione ipotizzata dall’accusa è corretta o meno.

È vero che la rapina si consuma con l’esercizio di violenza o minaccia, ma queste debbono essere direzionate nei confronti della persona e non del bene che si intende sottrarre.

Sulla base di ciò il tuo compito sarà quello di illustrare le ragioni per cui il fatto commesso da Tizio dovrebbe essere riqualificato come furto con strappo, ove la condotta violenta deve ricadere sul bene oggetto dell’impossessamento e non sul detentore. 


Una considerazione analoga la trovi anche nella prima guida di NextLawyer, disponibile qui sotto:

 




    Già fatto? Bene.

    Torniamo a noi.

    In estrema sintesi ti suggerisco quindi di

    • Leggere e rileggere la traccia. 

    Questa fase è fondamentale in quanto se non è eseguita con dovizia commetterai errori che ti porterai nella stesura del parere.

    Quindi concentrati al massimo, leggi ripetutamente la traccia e individua gli elementi fondamentali sottolineandoli.

    • Compi un’esegesi della traccia.

    Una volta terminata la lettura individua gli istituti che devi trattare, annotati i relativi articoli di legge e inquadra il problema da risolvere.

    Ricordati che il parere è pro Veritate e non è un atto difensivo.

    Tuttavia non dimenticare che chi ti giudicherà vorrà vedere in te un avvocato.

    Questo significa che devi far capire a chi legge che sei in grado di intraprendere questa professione.

    Per fare questo ad esempio suggerisci l’opportunità di accedere ad un rito alternativo quando i fatti lasciano poco margine alla manovra difensiva.


    Giunto a questo punto il parere è pronto. Non resta che tradurlo su carta.


    Sotto l’aspetto della stesura, il parere deve presentare un assoluto “rigore metodologico”.

    Ricordati che non devi inventare nulla ed è sicuramente meglio fare un compito rimanendo nel sentiero della banalità per raggiungere il 30 che tentare di inventare un istituto giuridico e finire per scrivere delle sciocchezze.

    Cio premesso, la scansione che ti propongo è la seguente:

    • Esordire facendo una breve ricognizione del fatto.

    Questo non significa ricopiare la traccia, ma riprenderla evidenziando gli elementi rilevanti per la risoluzione del caso. 

    Sebbene possa apparire banale, già l’esordio parla di te. 

    Se batti sui tasti giusti il commissario si accorgerà che hai inquadrato il problema e sarà ben disposto nei tuoi confronti durante tutta la lettura.

    • Individuare e trattare le norme e gli istituti giuridici che ti condurranno alla soluzione del caso. 

    Ricordati di non smaniare nel voler utilizzare immediatamente la massima giurisprudenziale che risolve il caso!

    La risoluzione del parere è anzitutto basata sul corretto e ragionato uso di principi di legge che già devi conoscere a menadito.

    Quindi anche se trovi subito la massima risolutiva sfruttala per ricostruire a ritroso il ragionamento giuridico ed esponilo come se fosse “farina del tuo sacco”.

    Solo in conclusione la massima ti tornerà utile per suffragare l’iter argomentativo da te seguito.

    Sul punto, una frase che credo possa avere buona presa sul lettore è “…… a conferma della bontà del ragionamento appena esposto la Suprema Corte ha statuito che ….(e tu inserisci la massima)……..”.

    Non ti dimenticare inoltre di argomentare le tue scelte soprattutto quando il fatto si presta, apparentemente, ad essere regolato da istituti differenti come è capitato nell’esempio fatto prima circa la differenza tra furto con strappo e rapina.

    In tal caso è fondamentale che tu motivi adeguatamente una scelta rispetto ad un’altra.

    • Terminate le fasi che precedono siamo giunti al “dunque” e dobbiamo dare al cliente il parere richiesto.

    E’ quindi fondamentale in tale ultima fase applicare i principi generali trattati poco prima al caso concreto.

    Siccome però nella nostra professione nulla è matematico e spesso le attese rimangono deluse utilizza delle frasi che ti lascino un margine di dubbio sulla conclusione della vicenda. 

    Alle espressioni “sicuramente la conclusione sarà la seguente…….” prediligi locuzioni più prudenti anche perché il tuo compito è quello di fornire un’assistenza e non di prevedere con assolutezza il futuro, e quindi sarà meglio concludere dicendo “…. In base alla informazioni fornite pare ragionevole aspettarsi che Tizio venga indagato per il reato di ………….”.

    Inoltre, come ti accennavo nell’introduzione, dimostra alla fine di poter dare un consiglio al tuo cliente circa le scelte processuali da operare.

    Al cliente interessa sicuramente il corretto inquadramento della situazione, ma in realtà ti ha chiesto un appuntamento perché tu gli fornisca un quadro pratico, la soluzione vincente per affrontare gli imminenti sviluppi processuali.

    A questo punto leggi e rileggi la brutta copia operando già su di essa le correzioni in modo da ricopiare in bella a “cuor leggero” (che però non vuol dire a cervello spento!!!!).

    Ti garantirà di affrontare con maggiore serenità la conclusione della seconda giornata.

    Adesso sei arrivato al 66% del percorso.

    Il giorno successivo ti aspetta l’atto giudiziario e finalmente potrai dare sfogo alla tua furia difensiva.

    Ci siamo quasi.


    Non devi mollare. MAI.


     

    Al prossimo post,

    ACO