Le Formule Assolutorie: Regole per la Richiesta Perfetta

Noi avvocati penalisti viviamo per le formule assolutorie.

Sono il nostro Mantra.

Tanto è vero che siamo a richiederne di continuo l’applicazione in favore degli imputati che assistiamo.

Inoltre sappi che se da un lato è fondamentale raggiungere l’obiettivo dell’assoluzione, dall’altro è importante la formula con cui è stata evitata la condanna.

Diciamo subito che più la formula sarà ampia, più il cliente sarà soddisfatto.

Questo significherà che il processo ha evidenziato la sua estraneità alle imputazioni addebitategli dalla Procura della Repubblica.

Ricordati che quando il Giudice terminerà la camera di consiglio e si appresterà a leggere il dispositivo, se sentirai la menzione dell’art. 530 c.p.p. allora avrai fatto centro.


Jackpot: Il processo è vinto


 

Tuttavia l’art. 530 presenta diversi gradi di “successo” per l’attività del difensore.

Invero il Giudice potrà assolvere l’imputato da te difeso pronunciando le seguenti frasi riportate dal primo comma della norma sopracitata:

  • PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE

In tal caso sarà emerso che il fatto di reato contestato non è mai esistito, attraverso il riscontro della mancanza di uno degli elementi costitutivi di natura oggettiva del reato (sia essa la condotta, l’evento o il nesso di causalità);

  • PERCHE’ L’IMPUTATO NON LO HA COMMESSO

Qui il fatto è provato nella sua materialità, ma il reale autore risulta essere un soggetto non riconducibile all’imputato.

  • PERCHE’ IL FATTO NON COSTITUISCE REATO

Tale formula si caratterizza perché viene riconosciuta la sussistenza della materialità del fatto, ma viene negata la punibilità per mancanza dell’elemento soggettivo (dolo o colpa)  o per la presenza di una causa di esclusione dell’antigiuridicità (applicabilità di una causa di giustificazione)

  • PERCHE’ IL FATTO NON È PREVISTO DALLA LEGGE COME REATO

Pronunciata quando l’istruzione probatoria evidenzia che il fatto è sanzionato da norme diverse da quelle penali (es. reati con soglia di punibilità come accade nel caso dell’art. 10 ter D.Lvo 230/2000 che sanziona penalmente l’omesso versamento dell’i.v.a. quando esso superi i 50.000 euro)

  • PERCHE’ IL FATTO E’ STATO COMMESSO DA PERSONA NON IMPUTABILE 

E’ la formula applicabile nel caso in cui l’imputato non è imputabile, vale a dire quando la persona al momento della commissione del fatto era colta da vizio totale di mente ovvero era minore degli anni 14.

Tieni presente che quanto schematizzato qui sopra è previsto dal primo comma dell’art. 530 c.p.p..

Tuttavia, il secondo comma di tale norma estende l’assolvibilità alla formula dubitativa delle varie espressioni suindicate.

Questo significa che il Giudice dovrà assolvere anche quando manchi, sia insufficiente o contraddittoria la prova che il fatto sussista, che l’imputato lo abbia commesso, che il fatto costituisca reato e così via.


Ricorda che ciò che non viene pienamente provato al di là di ogni ragionevole dubbio volge a favore dell’imputato secondo il principio “in dubio pro reo”.


Non trascurare però una circostanza fondamentale.

Se il tuo assistito è assolto per difetto di imputabilità, non è detto che avrà anche conseguenze favorevoli.

Questo perché se il soggetto non imputabile viene altresì giudicato socialmente pericoloso il giudice dovrà applicare una misura di sicurezza (art. 530 comma 4 c.p.p.). 

Ricorda sempre che non siamo di fronte ad un problema di matematica.

Questa infatti è solo una delle diverse possibili soluzioni, lo schema che preferisco per affrontare il caso di specie.

Da ultimo per renderti completo il quadro delle ipotesi di proscioglimento ti segnalo che l’art. 531 c.p.p. prevede la pronuncia di non doversi procedere nei confronti dell’imputato a seguito di estinzione del reato.

In concreto questo accade ad esempio quando il reato è prescritto o quando l’imputato, a seguito di sospensione del procedimento con messa alla prova, si è attenuto alle prescrizioni impartite completando proficuamente il periodo di prova.

Anche in questo caso la mancanza di certezza sulla causa di estinzione del reato gioca a favore dell’imputato secondo il principio del favor rei.

In sintesi ho deciso di fornirti questo breve schema per varie ragioni.

Anzitutto perché ti è utile ai fini dell’esame.

Se nell’atto giudiziario inquadri per bene le tue richieste assolutorie avrai maggiori chance di alzare il tuo voto.

Secondariamente la precisa conoscenza delle formule assolutorie ti consente di presentarti più seriamente al Giudice che ascolterà la tua discussione.

Al termine della stessa infatti saprai cosa chiedere dal punto di vista tecnico-giuridico.

Ti distinguerai da quei colleghi che si trincerano dietro al “chiedo l’assoluzione con la formula meglio vista”.

D’altronde sei un NextLawyer e lo sforzo in più non ti spaventa. 

Anzi, ti motiva.

La fame non deve mai mancare.

Giusto?

ACO