Pensando all’Esame da Avvocato: Numeri e Tips

27.871 studenti iscritti al primo anno di giurisprudenza.

17.981 studenti che completano il ciclo e si laureano ogni anno.

24.388 studenti che sostengono l’esame di abilitazione ogni dicembre.

11.023 (il 45,19 %) studenti che superano le prove scritte dell’esame di abilitazione.

I numeri sopra indicati possono fare sicuramente paura a chi si accinge ad iscriversi alla facoltà di giurisprudenza e forse ancora di più a chi sta per affrontare l’esame di abilitazione.

A queste cifre bisogna aggiungere il fatto che, come da statistica pubblicata su La Repubblica all’inizio di quest’anno un numero altissimo di avvocati iscritti agli ordini di tutta Italia arriva dall’estero.

Un pretesto in più per rimboccarsi le maniche.

Alessandro vi ha già svelato i trucchi pratici per affrontare l’esame di abilitazione.

Io però, che sono una secchiona, vi fornirò quella credo essere l’impostazione vincente per affrontare il vostro studio. 

La regola è una soltanto.

E la conoscete perfettamente.

La ripeto spesso sia nelle stories che nella guida messa a disposizione sul sito.

Ma permettetemi di dirla ancora una volta.


Occorre esprimersi in maniera semplice ed avere chiari i concetti fondamentali.


Vediamo in che modo.

PROVA SCRITTA

La preparazione alla prova scritta può dipendere molto dal tempo a tua disposizione.

I casi sono due: o il tuo studio ti darà la possibilità di fermarti quanto tempo vorrai (in questo caso avrai troppo tempo a tua disposizione) oppure richiederà la tua presenza in studio fino a qualche settimana prima dell’esame (in questo secondo caso avrai troppo poco tempo e dovrai essere bravissimo a farlo fruttare al meglio).

Nel primo caso non pensare di usare il tempo a tua disposizione per studiare tutto il manuale di diritto a memoria.

Più concetti avrai in testa e più caos farai.

Concentrati sullo scrivere e sui concetti di base che non puoi non conoscere. 

Ti faccio l’esempio attinente alla branca del diritto di cui mi occupo io: diritto penale.

Studia dolo, colpa, tentativo, reato continuato, concorso di persone nel reato, concorso apparente di norme.

Fermi questi capisaldi tutto ti sembrerà e sarà più facile.

Perché secondo te credi che sapere il manuale a memoria non serva?

La risposta è: perché anche se avrai studiato un sacco ti potrà sempre capitare una traccia relativa a un tema di diritto a te sconosciuto.

In questo caso se pensavi di fare un “copia e incolla” di quello che hai studiato sul foglio bianco finirai per rimanere spiazzato ed incapace di affrontare il parere.

Quello che, invece, dovrai acquisire durante i tuoi tanti o pochi mesi di studio sarà l’elasticità mentale e, chiari gli istituti principali, la capacità di svolgere una traccia anche senza conoscerne tutta la teoria.

Parti dalla norma, rileggila un paio di volte, individua gli istituti giuridici da applicare, fai mente locale delle nozioni di base a te note e poi affronta il caso pratico!

Sicuramente durante il tempo a tua disposizione per preparare la prova scritta dovrai scrivere un numero inimmaginabili di pareri, acquisire il tuo metodo e imparare a gestirti le ore che avrai a disposizione il giorno dell’esame.

Non temere il prossimo articolo lo incentrerò proprio sul metodo da utilizzare il giorno di esame con tanto di time sheet da rispettare.

PROVA ORALE

In questo caso la preparazione è completamente diversa.

Si torna indietro all’impostazione da studente dell’università ma con un risvolto pratico.

Piccolo aneddoto personale.

Dopo 2 anni di pratica senza aver avuto grande tempo per riapprofondire i temi di diritto, al momento della preparazione per l’orale mi sono ritrovata davanti i manuali di diritto penale sostanziale e di procedura e mi si è aperto un mondo.

Finalmente i concetti teorici hanno preso una connotazione pratica grazie all’esperienza acquisita nei due anni di pratica.

Lo studio, tutto d’un tratto, non era più astratto ma concretissimo.

Una sensazione bellissima!!

Anche qui il tempo a tua disposizione potrebbe essere tantissimo o pochissimo ma la preparazione deve essere sempre la stessa.

Per farvi un esempio il mio orale è stato ai primi di settembre mentre quello di Alessandro a dicembre.

Quasi tre mesi di differenza, ma il grado di approfondimento è stato lo stesso.

Quello che cambia in base al tempo a tua disposizione è solamente il tempo che dedicherai alle materie non principali (DIP, UE, Ecclesiastico, Costituzionale, Deontologia ect.).

Sono fermamente convinta, opinione personale, che una preparazione impeccabile nelle materie principali sia fondamentale quindi dedica loro la maggior parte del tuo impegno.

Anche qui conviene redigere un piano in base al tuo tempo a disposizione.


Trova il tuo metodo e resta connesso.


Non ti serve altro.

F.