MovieLawyer n°1 – IT il Clown

Eccoti il compito più difficile: un giorno ti svegli e sei il difensore del terribile Pennywise, il clown danzante.

Tranquillo, non devi né riceverlo in studio né andarlo a trovare in carcere.

Egli infatti è latitante e alla fine del primo episodio è sparito.

Con ogni probabilità per i prossimi 27 anni.

E’ legittimo ipotizzare che sia stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti e che essa sia rimasta ineseguita.


Ora prova ad immaginare insieme a me di assumere la difesa di IT e individua le condotte che potranno essergli contestate.


Il fatto che sia un pluriomicida non è in dubbio, ma cerchiamo di analizzare qualche episodio speculare del lungometraggio.

La scena iniziale del film vede il piccolo Georgie seguire la barchetta di cartone regalatagli dal fratello che viene risucchiata dall’acqua in uno scarico fognario.

Nel vano tentativo di recuperarla il bambino si imbatte in Pennywise il quale lo avvicina con una scusa.

Dapprima gli strappa un braccio e dopo poco lo trascina nelle fogne uccidendolo.

La giustizia naturale vorrebbe che le imputazioni a carico del killer siano esemplari e onnicomprensive dei fatti materiali avvenuti durante l’azione.

Tuttavia, siccome tra poco sarai un avvocato dovrai imparare a trattare con il giusto distacco professionale i principi morali e l’applicazione del diritto.


Dico questo perché nel caso in esame NON devi mai commettere l’errore di ipotizzare sia il reato di lesioni gravi che di omicidio.


E’ chiaro che l’omicidio, previsto dall’art. 575 c.p., è reato a forma libera e perciò la morte di un uomo può essere cagionata con qualsiasi mezzo.

Anche a seguito di una lesione.

Ovvio che applicando il criterio dell’assorbimento la condotta tipica delle lesioni sarà accorpata all’omicidio, residuando quindi solo tale imputazione.

Il più grave dei delitti contro la persona presenta un trattamento sanzionatorio che si presta ad essere parametrato in base alla disciplina delle circostanze.

Le circostanze del reato sono accorgimenti creati dal legislatore per poter meglio adeguare la pena al fatto.

Esse sono 1) aggravanti o attenuanti, 2) oggettive o soggettive, 3) comuni e speciali.

Rapidissimamente ti ricordo che:

  • le prime due tipologie comportano un aumento ovvero una diminuzione della pena applicabile nella misura di 1/3;
  • il secondo gruppo le distingue in base alla riferibilità ad un soggetto (es. art. 61 n.2 aggravante del nesso teleologico: essa trova applicazione rispetto ad un comportamento soggettivo dell’agente, per cui sussisterà soltanto se l’autore del reato ha effettivamente commesso il reato per nascondere un altro), diversamente la circostanza sarà oggettiva quando esulerà dal comportamento dell’agente (es. art. 61 n. 7 per cui il danno patrimoniale di rilevante gravità rappresenta un dato con una propria oggettività: un truffa per 100.000 euro ha incontestabilmente per oggetto una somma che, una volta sottratta, crea un rilevante danno a chiunque ne fosse il proprietario).
  • Il terzo gruppo le differenzia in base alla loro caratteristica di incidere più o meno sugli aumenti/diminuzioni derivanti dalla loro applicazione: in particolare le circostanze comuni comportano sempre l’aumento/diminuzione fino a 1/3 della pena in concreto applicabile; quelle speciali comportano un aumento/diminuzione che può far derivare un’applicazione di pena, di misura o addirittura di specie diversa rispetto a quella dell’ipotesi base (es. furto ex art. 624 c.p. 6 mesi – 3 anni, se ricorrono le circostanze aggravanti dell’art. 625 c.p. la pena va da 2 a 6 anni di reclusione) 

Pennywyse sarà certamente destinatario dell’applicazione di diverse circostanze aggravanti.

Tra queste spicca quella prevista dall’art. 62 n. 4 c.p..

Nello specifico il malefico clown ha sicuramente agito con crudeltà nei confronti del piccolo Georgie.

Questo perché se la finalità di Pennywyse fosse stata solo quella di uccidere, la mutilazione del braccio destro non sarebbe stata necessaria.


Sul punto la Cassazione ha evidenziato che l’aggravante ricorre ogni qualvolta si intenda infliggere una sofferenza ulteriore alle ordinarie modalità di esecuzione del reato.


Ancora si può rilevare l’aggravante della c.d. minorata difesa, disciplinata al n. 5 dell’art. 61 c.p..

La circostanza, di natura oggettiva, viene integrata quando l’autore del reato abbia approfittato, tra le altre, di condizioni in relazione al tempo e al luogo tali da ridurre le chance di difesa della vittima.

Sul punto, Pennywyse si è curato di intervenire in un momento in cui la strada era deserta.

La giornata era nera, assolutamente piovosa, condizioni che hanno agevolato la commissione del reato.  

Alle malefatte si aggiunge quella di aver commesso il fatto nei confronti di un minore prevista dal n. 11 quinquies dell’art. 61 c.p..

Giustamente stai cercando di calcolare quale potrà essere la pena ipoteticamente applicabile al clown danzante per l’omicidio del piccolo Georgie.

Ricordati che non vale il criterio della somma algebrica, in base alla quale erroneamente si potrebbe pensare di effettuare tre aumenti di 1/3 sul trattamento sanzionatorio.

A tal proposito l’art. 66 c.p. disciplina i limiti per l’aumento di pena in caso di concorso di più circostanze.

Sulla base di questo l’aggravamento non può superare il triplo del massimo stabilito dalla legge per il reato più grave.

In ogni caso, trattandosi di reclusione, la pena non potrà essere superiore a 30 anni.


 

 


Nel corso del lungometraggio poi vi sono altri protagonisti che commettono reati.

Uno di questi è sicuramente Enry Bowers, capobanda di un gruppo di bulli che fanno costante ricorso alla prepotenza e alla violenza.

Il giovane Enry, in particolare, si macchia di diversi fatti reato.

In un primo momento costringe il piccolo Ben a subire l’incisione sul suo addome della lettera H.

Trattasi dell’iniziale del proprio nome, in segno di dominio e di sfregio.

Poi insegue Mike fino alla zona paludosa dei Barrens.

Successivamente viene sorpreso dal padre, il quale lo riprende mentre sevizia un gattino.

A causa di questo ”affronto” uccide il padre colpendolo con un coltellino fornitogli proprio da It.

Insomma, assumendo la difesa di Bowers ti troverai verosimilmente a fronteggiare un P.M. che ipotizzerà il reato di lesioni cagionate nei confronti del povero Ben.

Conta poco il fatto che Ben non abbia sporto querela in quanto il fatto è stato commesso con l’uso di un’arma, circostanza aggravante prevista dall’art. 585 c.p. che rende procedibile d’ufficio il fatto.

Nello stesso senso verrà contestata la violazione dell’art. 610 c.p. per aver costretto Mike a fuggire dall’inseguimento perpetrato con tutta la banda. 

Il reato di violenza privata sanziona qualsiasi situazione in cui l’autore, ricorrendo a comportamenti minacciosi o violenti, costringa la vittima a subire o tollerare qualcosa.

Se rifletti Henry Bowers e tutta la sua banda minacciano largamente Ben, il quale è costretto a fuggire.

Inoltre gli infliggono tale malefatta per un lasso di tempo non trascurabile.

Oltre a questi, Bowers si macchia di reati più rilevanti: uccide il padre e successivamente tenta di assassinare Mike.

In linea di principio dovrà rispondere di omicidio nei confronti del padre ragion per cui gli verrà contestata l’aggravante di cui all’art. 576 n. 2 c.p..


Ricordati che l’aver commesso il fatto nei confronti di un’ascendente è elemento che connota con maggior disvalore la condotta trovando applicazione la pena dell’ergastolo.


A dirla tutta è verosimile che venga contestata l’aggravante comune dei motivi abietti e futili.

L’uccisione, infatti, è una sorta di “punizione” inflitta al padre per averlo redarguito davanti agli amici. 

Ti sentirai smarrito a dover affrontare un’imputazione di tale portata.

Non vedrai altra via d’uscita se non quella di richiedere il giudizio abbreviato.

Discuterai la causa sugli atti di indagine, puntando allo “sconto” dei 30 anni di reclusione anziché la pena perpetua.

In realtà se osservi con attenzione le scene attinenti a questo episodio, scoprirai che hai un modo per sfuggire al “fine pena mai”.

Di sicuro la capacità di Pennywise nel possedere le persone può fornire uno spunto importante di riflessione.

D’altra parte è fuori discussione che Henry Bowers non sia cosciente e agisca comandato da It quando ostacola “I Perdenti” e tenta di uccidere Mike.

Alla stessa maniera ipotizzando, come pare verosimile, che sia il clown a dominare le volontà di Bowers al momento dell’omicidio del padre, potrebbe invocarsi l’art. 86 c.p..


La disposizione prevede, infatti, che qualora l’autore del fatto sia stato messo in condizioni di incapacità di intendere e di volere al fine di commettere un reato, di questo ne risponde colui che ha cagionato lo stato di incapacità.

Tale norma è ancorata al principio di personalità della responsabilità penale e della necessaria sussistenza della suitas come coscienza e volontà dell’azione.

Come tale, rappresenta una significativa garanzia della quale Henry Bowers potrà giovarsi.

Non dimenticare mai che il criterio ordinario dell’imputazione della responsabilità è rappresentato dal dolo.

L’elemento psicologico ove il reo si rappresenta e vuole commettere il reato.

Nell’applicazione dell’art. 86 c.p. l’elemento soggettivo viene meno e quindi conseguentemente anche la responsabilità viene esclusa.

Tali principi sono pertanto ragionevolmente applicabili a Henry Bowers al momento dell’omicidio del padre.

Questo perché egli agisce “senza sapere quello fa” (l’art. 86 contiene un riferimento all’art. 613 c.p. che parla di suggestione ipnotica), circostanza che rende il giovane capo banda immune da responsabilità.

Chi invece vedrà lievitare le imputazioni sarà il malefico clown.

In particolare, avendo cagionato lo stato di incapacità di Bowers risponderà del fatto commesso da costui.  

Ovviamente tali considerazioni troveranno applicazione anche nell’ipotesi di tentato omicidio commesso nei confronti di Mike.

L’obiettivo che si prefigge MovieLawyer è proprio quello di fornire nuovi spunti per esercitarsi mediante l’intrattenimento.

Non si tratta di un vero e proprio parere, ma ruota intorno all’operazione PIU’ DIFFICILE E NECESSARIA:


Inquadrare il problema.


Inquadrare il problema tecnico giuridico significa capire cosa i commissari di esame si aspettano che scriviate nel protocollo.

Una volta che centrate la questione il resto verrà da sé.

Se ti è piaciuto il primo MovieLawyer, ora esercitati a casa e nei commenti.

Prova ad ipotizzare di cosa potrebbe rispondere It per il rapimento di Beverly.

E “I Perdenti” quando escono dallo store senza pagare i medicinali?

Ti aspettiamo.

Buon Divertimento!

ACO